giovedì 12 Marzo 2026

“Partite Iva e Pmi, il Governo lancia il concordato preventivo sulle tasse”, titola stamattina il Sole 24 Ore in prima pagina. Accordo biennale con il Fisco per determinare l’imposta: niente prelievo sugli extra. Stop alla disciplina sulle società di comodo, meno vincoli sugli interessi passivi.

A pagina 3 l’approfondimento: “Partite Iva e Pmi, concordato preventivo per pagare le tasse”. Nuovo fisco. Il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, annuncia un accordo biennale tra fisco, intermediari e contribuenti. Va riscritto l’imponibile Ires.

“La manovra di bilancio, ora all’esame della Camera, sarà il ponte che ci porterà al nuovo sistema fiscale”. In questo senso vanno lette, secondo Leo, le norme inserite nella legge di bilancio sulla tregua fiscale, sulla cancellazione dei ruoli inesigibili, così come quelle sulle imposte sostitutive, introdotte per rivalutare il valore e il prezzo di acquisto di asset e beni delle imprese iscritti in bilancio.

“Oltre a rivedere aliquote e scaglioni Irpef, o la giungla delle agevolazioni e degli sconti fiscali che oggi lasciano fin troppi spazi a chi vuole eludere il sistema, o ancora a rivedere i panieri e le aliquote Iva, anche queste in chiave anti evasione, sarà necessario semplificare il sistema a partire dal reddito d’impresa”, spiega il viceministro.

La “rivoluzione copernicana” sarebbe rappresentata dall’introduzione di un concordato preventivo biennale per le partite Iva e le Pmi (Sole 24 Ore di ieri).

“Questo strumento permetterebbe di semplificare il sistema e il rapporto dell’amministrazione finanziaria con le piccole e medie imprese, soprattutto grazie a un confronto diretto tra il contribuente, sempre assistito da intermediari abilitati, e il Fisco. Si tratta di un accordo preventivo sulle tasse che il contribuente si impegna a pagare nei due anni successivi. Oggi il Fisco – spiega Leo – dispone di una quantità infinita di dati. Grazie alla fatturazione elettronica, alle liquidazioni periodiche Iva, tra non molto alla dichiarazione precompilata Iva e alle pagelle fiscali (Isa), l’amministrazione finanziaria è in grado di avere una fotografia nitida e puntuale delle piccole e medie imprese. Sulla base di questa miriade di informazioni il Fisco sa quanto poter chiedere di tasse al contribuente. E tutto quello che sarà in più a quanto concordato dichiarato potrebbe essere esente da imposte”.

 
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