DallโUnione Europea รจ necessario un impegno per rafforzare le misure contro le pratiche sleali e tutelare cosรฌ i produttori agricoli. Non solo, bisogna lavorare per filiere piรน eque che passi dallโobbligo di etichettatura su tutti gli alimenti in Europa, senza dimenticare di intervenire sul nutriscore e sulla direttiva packaging. Per lโoccasione รจ stata allestita una mostra per toccare con mano le principali minacce che gravano sulla filiera agroalimentare nazionale e che rischiano si stravolgere in peggio in modelli di consumo e la dieta degli italiani.
Pratiche sleali, Coldiretti: “Mai sotto i costi di produzione e obbligo etichettatura in Ue”
Fermare le pratiche sleali. Coldiretti รจ stata lโunica organizzazione ad avere il coraggio di denunciare un colosso come Lactalis, perchรฉ aveva modificato unilateralmente gli accordi e non aveva pagato il prezzo del latte pattuito agli allevatori, costretti sino ad oggi a subire le decisioni dellโindustria senza poterle contestare per paura di ritorsioni. Un impegno che va esteso a tutti i settori, poichรฉ il cibo prodotto dai nostri agricoltori non puรฒ essere trattato come una commodity alla mercรฉ di poche multinazionali.
Modificare il codice doganale sullโorigine dei cibi. LโEuropa deve inoltre modificare la norma dellโultima trasformazione prevista dallโattuale codice doganale sullโorigine dei cibi che permette ai prodotti esteri di diventare 100% italiani con lavorazioni anche minime.
Lโinvito alla nuova Commissione รจ quello di assicurare maggiore trasparenza sui prodotti alimentari in commercio allโinterno dellโUnione, sostenendo la proposta di legge europea promossa dalla Coldiretti per introdurre lโobbligo dellโindicazione del Paese di origine in etichetta su tutti i cibi. Grazie alla ventennale battaglia della Coldiretti la provenienza รจ stata estesa a livello nazionale, anche se resta anonima lโorigine dei legumi in scatola, della frutta nella marmellata o nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini senza dimenticare la carne o il pesce venduti nei ristoranti.
Stop al Nutriscore che mette a rischio 13 mld di Made in Italy. Inoltre, spiega Coldiretti, va fermata la diffusione dellโetichetta a semaforo che mette a rischio 13 miliardi di euro di esportazioni di prodotti italiani che finirebbero bollati sugli scaffali europei con valutazioni negative, a partire da quelli Dop e Igp, dando la falsa sensazione ai consumatori che molte delle piรน note eccellenze del Made in Italy a tavola facciano male alla salute. In questo modo una merendina artificiale diventa sempre preferibile a un pezzo di parmigiano reggiano o di grana padano.
Tra i vari dossier sul tavolo del prossimo esecutivo uno dei piรน pericolosi per lโagricoltura tricolore e la salute dei cittadini รจ, infatti, quello legato al Nutriscore, il sistema di etichettatura che โrecensisceโ i prodotti alimentari utilizzando i colori del semaforo, giallo, rosso e verde per indicare la salubritร dellโalimento, concentrandosi solo su alcune sostanze nutritive come zucchero, grassi e sale, ma senza tener conto delle quantitร assunte. Un sistema sostenuto dalle multinazionali che penalizza prodotti simbolo della Dieta Mediterranea e che รจ stato sino ad oggi adottato da Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, mentre il Portogallo ha fatto da poco marcia indietro, grazie anche allโazione dellโItalia.
Ma soprattutto un sistema ingannevole che marchia col bollino rosso eccellenze del made in Italy, mentre lo stesso olio extravergine dโoliva, elisir di lunga vita, โviaggia tra la โCโ e la โBโ. Al contrario, cibi ultraprocessati di cui spesso non รจ nota neppure la ricetta vengono promossi a pieni voti col bollino verde e la lettera โAโ. Un evidente tentativo di un pugno di oligarchi di mettere le mani sullโalimentazione mondiale, omologandola e sostituendo specialitร da secoli presenti sulle tavole con prodotti di sintesi.
Intervenire sul regolamento packaging. Un altro nodo da sciogliere รจ quello del regolamento packaging. Il pressing di Coldiretti e Filiera Italia ha permesso di escludere dalle restrizioni bottiglie di vino e vasi per i fiori e di aumentare la discrezionalitร di applicazione da parte degli Stati nazionali. Resta perรฒ incerto il destino dellโortofrutta di IV Gamma come insalata in busta o confezioni di pomodorini e frutta, a rischio di scomparire dagli scaffali. Potrebbe, infatti, accadere che alcuni Paesi ne autorizzino il commercio e altri no, con lโeffetto che le imprese produttrici si ritroverebbero a dover differenziare il packaging a seconda della destinazione.