Le Borse europee hanno chiuso la giornata con un andamento complessivamente debole, in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, che secondo le previsioni dovrebbero essere tagliati di 25 punti base.
Le Borse europee chiudono in rosso. Milano perde l’1,22%, tiene solo Parigi (+0,12%)
Particolarmente toccata è stata la Borsa di Madrid, che ha registrato una flessione dell’1,62%, gravata dai cali di Unicaja (-7%) e Telefonica (-5%).
Anche la Borsa di Milano ha mostrato segni di difficoltà: l’indice Ftse Mib ha arretrato dell’1,22%, chiudendo a 34.315 punti, mentre l’Ftse All Share ha subito una perdita dell’1,19%, fermandosi a 36.516 punti. Londra ha perso lo 0,81%, con le altre principali Borse che hanno mostrato movimenti più contenuti: Amsterdam ha perso lo 0,20%, Francoforte lo 0,33%, mentre Parigi è riuscita a guadagnare uno 0,12%.
Durante la giornata, l’euro è rimasto debole, muovendosi attorno a 1,05 dollari, e lo spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi si è mantenuto stabile a 115 punti base.
A Milano, tra le maggiori aziende quotate, Bper ha registrato il calo più marcato, con una perdita del 2,73%, seguita da Nexi (-2,55%) e Eni, che ha chiuso a 12,7 euro con un decremento del 2,41%. Unipol ha perso il 2,15%, mentre piccoli guadagni sono stati registrati da STM (+0,43%), Brunello Cucinelli (+0,29%), Stellantis (+0,22%) e Banco BPM (+0,20%). Tim si è posizionata leggermente al di sotto della parità con un -0,36% a 0,27 euro.
Nel segmento MidCap del FTSE, Digital Value ha brillato con un +4,81%, seguito da Comer Industries (+2,62%), Juventus (+2,31%) e Philogen (+1,92%).
D’altra parte, le vendite più incisive hanno colpito Moltiply Group, che ha chiuso in calo del 3,84%. Carel Industries ha registrato un calo del 3,3%, mentre GVS ha subito un ribasso del 2,87% e Alerion Clean Power ha chiuso con una perdita del 2,81%.