venerdì 14 Marzo 2025

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Prato ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti di beni riconducibili a due imprenditrici cinesi, titolari di ditte individuali, operative in Prato, per un valore di circa 1,5 milioni di euro. Oggetto del provvedimento ablativo sono 5 immobili, ubicati in Prato, e 2 autovetture, nonché ulteriori beni posti nella loro disponibilità.

Prato, sequestro da 1,5 milioni di euro a imprese “apri e chiudi”

Dette imprenditrici siniche sono risultate operare secondo lo schema c.d. apri e chiudi, che rappresenta una minaccia strutturale per il tessuto economico, il gettito fiscale, la concorrenza e la sicurezza economica contro infiltrazioni criminali.

Il Giudice ha riconosciuto integrato il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (di cui all’art.11 del decreto legislativo n. 74/2000), caratterizzato dalla distrazione delle risorse attive da parte delle imprese indebitate soprattutto con il Fisco. Queste ultime, una volta trasferito l’attivo e l’avviamento nella new company, sono risultate lasciare in pancia all’impresa indebitata le sole risorse passive.

Il meccanismo delittuoso individuato si inserisce in un contesto associativo e si è nutrito dell’apporto di un commercialista pratese, che risulta aver svolto il ruolo di regista, e che è stato destinatario di un decreto di perquisizione e sequestro. Egli risulta aver messo a disposizione le sue conoscenze tecniche, ha consapevolmente suggerito, supportato e avallato il comportamento evasivo di più imprenditori, fornendo assistenza nella cancellazione e nella costituzione delle imprese, nonché nella predisposizione delle dichiarazioni fiscali.

L’operazione, coordinata dalla locale Procura della Repubblica e condotta attraverso mirate attività di polizia economico-finanziaria, conferma l’impegno costante della Guardia di Finanza nel contrasto alle pratiche elusive legate al fenomeno delle “ditte apri e chiudi”. Tali schermi societari, spesso utilizzati per sottrassi al pagamento delle imposte, rappresentano un serio rischio per la legalità del sistema economico, alterando la concorrenza e compromettendo il gettito fiscale. L’azione della Guardia di Finanza mira a tutelare il tessuto imprenditoriale sano, garantendo il rispetto delle regole e la trasparenza del mercato.

La responsabilità degli indagati dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.

 

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