Avvio in territorio positivo per il mercato petrolifero, con le quotazioni che proseguono il recupero nelle prime ore di contrattazione. Il greggio Wti statunitense, con consegna a febbraio, avanza dello 0,81% e si porta a 59,96 dollari al barile. Segno più anche per il Brent, riferimento del Mare del Nord, che sul contratto di marzo sale dello 0,77%, attestandosi a 64,36 dollari.
Petrolio in ripresa, oro frena dopo i record: gas ancora in forte rialzo
Movimenti opposti, invece, per il comparto dei metalli preziosi. Dopo il forte balzo registrato nella seduta precedente, che aveva spinto l’oro oltre la soglia dei 4.600 dollari l’oncia, il metallo giallo rallenta la corsa. Il prezzo spot scende dello 0,37% a 4.580 dollari l’oncia, mentre sul Comex il future con consegna a febbraio arretra a 4.592 dollari.
Il clima di prese di profitto coinvolge anche gli altri metalli: argento, platino e rame si muovono tutti in territorio negativo nelle prime battute della giornata.
Continua invece la fase di rafforzamento del gas naturale. Le quotazioni si avvicinano alla soglia dei 32 euro, sostenute dall’abbassamento delle temperature. Sul mercato Ttf di Amsterdam, punto di riferimento europeo, i contratti registrano un rialzo di circa 5%, salendo a 31,7 euro per megawattora.