Nuovo scatto in avanti per l’oro sui mercati delle materie prime, dove il metallo prezioso aggiorna ancora una volta i massimi storici. Dopo aver infranto all’inizio della settimana la soglia dei 4.600 dollari l’oncia, il prezzo spot ha aperto la seduta toccando i 4.639 dollari, per poi attestarsi poco sopra quota 4.637 dollari, con un progresso dell’1,12%.
Oro e argento aggiornano i record, petrolio e gas in calo
Sul mercato dei derivati, il contratto Comex con consegna a febbraio si muove in area 4.646 dollari l’oncia, in aumento dell’1,02%.
Corsa senza precedenti anche per l’argento, che durante la sessione asiatica ha superato per la prima volta i 90 dollari l’oncia, segnando un balzo superiore al 5,1%. Secondo gli analisti, alla base del rally dei metalli preziosi c’è la crescente aspettativa di un nuovo allentamento della politica monetaria negli Stati Uniti, scenario che sostiene anche l’oro, salito di circa l’1% a 4.633 dollari l’oncia, insieme ai segnali di ripresa della domanda cinese. L’argento riveste infatti un ruolo chiave in settori strategici come la produzione di batterie, i veicoli elettrici e i microprocessori destinati alle applicazioni di intelligenza artificiale.
Segno negativo invece per il petrolio nelle prime ore di scambio. Il Wti con consegna a febbraio arretra dello 0,77% a 60,70 dollari al barile, mentre il Brent per marzo scende dello 0,64%, attestandosi a 65,06 dollari.
In flessione anche il gas naturale sul mercato Ttf di Amsterdam. I future di febbraio scivolano sotto la soglia dei 31 euro al megawattora, con un calo del 2,39% a 30,72 euro, complice l’arrivo di temperature più miti sul continente europeo.