Seduta negativa per i mercati azionari asiatici, appesantiti dalle incertezze legate all’evoluzione dei rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea sul dossier Groenlandia. Le preoccupazioni per un possibile inasprimento delle relazioni commerciali continuano ad alimentare la volatilità sui listini internazionali.
Borse asiatiche in calo tra tensioni Usa-Ue e timori di guerra commerciale
Il clima di tensione spinge gli investitori verso i beni rifugio, con oro e argento che aggiornano nuovi massimi, mentre il dollaro prosegue la fase di indebolimento sui mercati valutari. In questo scenario, la People’s Bank of China ha scelto la linea della continuità, lasciando invariato il tasso prime rate a un anno.
Tra le principali piazze della regione, Tokyo archivia la seduta con un calo dell’1,11%. Sul fronte dei cambi, lo yen arretra nuovamente, scambiando a 158,40 contro il dollaro e a 184,80 sull’euro, in un contesto segnato dall’attesa per le elezioni generali annunciate nelle ultime ore e dalle aspettative di nuovi stimoli fiscali promessi dalla premier Sanae Takaichi.
Debole anche Hong Kong, che chiude in flessione dello 0,2%, mentre Shanghai resta sostanzialmente invariata (-0,06%) e Shenzhen arretra dello 0,97%. Seduta in rosso pure per Seul (-0,39%) e Mumbai (-0,51%).
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli operatori è ora rivolta ai dati sul mercato del lavoro nel Regno Unito e alle scorte di petrolio negli Stati Uniti, in arrivo nelle prossime ore.