Mentre i migliori atleti del mondo si preparano alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, i nostri piccoli imprenditori sono già campioni nella sport economy italiana. Prodotti e servizi per le attività sportive, dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature complesse, sono infatti realizzati da 25.118 Pmi, vale a dire il 99,5% del totale delle aziende del settore, con 56mila addetti, pari al 79,2% degli occupati. In particolare, le imprese artigiane rappresentano il 45,5% delle imprese della manifattura di prodotti per lo sport.
Confartigianato: nella sport economy “vincono” 25mila Pmi, 99,5% del totale, con 56mila addetti
E’ la fotografia scattata da Confartigianato che sottolinea il contributo degli artigiani e dei piccoli imprenditori italiani alla realizzazione dei Giochi Olimpici Invernali e mette in evidenza la partecipazione delle nostre imprese alla riuscita dei prossimi appuntamenti sportivi in Italia, a cominciare dall’America’s Cup in programma a Napoli nel 2027.
“I grandi eventi sportivi internazionali, come le Olimpiadi di Milano-Cortina – rileva il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – diventano volano economico e vetrina anche per mettere in luce il protagonismo di artigiani e Pmi in una filiera produttiva fatta di competenze, specializzazione e capacità di innovazione radicate nei territori italiani, fattori strategici per la competitività del Paese. Artigiani e piccole imprese sono la ‘nazionale’ dell’economia reale che continua a vincere grazie a qualità, flessibilità, tradizione integrata con la spinta tecnologica”.
Secondo la rilevazione di Confartigianato, che sarà al centro del convegno “Cinque cerchi, mille mani. L’intelligenza artigiana nelle Olimpiadi di Milano Cortina 2026” organizzato dalla Confederazione il 26 maggio a Milano, gli otto comuni in cui si svolgeranno le gare dei Giochi Olimpici Invernali muovono un’economia che conta 127.001 imprese artigiane. Di queste, 19.703 operano in settori direttamente collegati alla domanda turistica, dando lavoro a oltre 48mila addetti e contribuendo in modo determinante alla riuscita dell’evento.
Più in generale, la geografia della sport economy mostra una forte concentrazione di imprese nelle regioni a maggiore densità manifatturiera. La Lombardia guida la classifica nazionale con 5.816 aziende attive nella produzione di beni e servizi per lo sport, seguita dal Veneto con 2.689 imprese, dall’Emilia-Romagna con 2.400, dal Piemonte con 2.361 e dal Lazio con 2.245. Complessivamente, il Centro-Nord ospita l’83% delle imprese del settore e più dell’85% degli addetti, delineando un sistema produttivo fortemente integrato con i territori e le filiere locali.
Anche a livello provinciale emergono poli di eccellenza che trainano l’economia dello sport. Milano si colloca nettamente al primo posto con 2.202 imprese, seguita da Roma con 1.845 aziende, Torino con 1.320 imprese, Napoli (717 imprese), Brescia (661 imprese), Bergamo (619 imprese), Bologna (590 imprese), Bolzano (585 imprese). Aree che esprimono una specializzazione produttiva capace di sostenere sia la domanda interna sia le grandi commesse legate agli eventi sportivi internazionali.
Dagli sci alle biciclette, dalle barche alle tavole da surf alle palestre fino all’abbigliamento e alle attrezzature per dilettanti e professionisti in tutti gli sport, la filiera di beni e servizi dello sport appartiene alle mani sapienti, all’esperienza e all’innovazione degli artigiani e delle Pmi. Che riscuotono successo anche sui mercati esteri: le nostre esportazioni di articoli sportivi sfiorano i 5 miliardi e gli Stati Uniti rappresentano il nostro principale cliente nel mondo, per un valore di 178 milioni di euro che ci colloca in testa tra i Paesi dell’Ue per quota di export negli Stati Uniti. Le province italiane con le maggiori esportazioni di articoli sportivi negli Usa sono Treviso con il 45,2% del totale, seguita da Forlì-Cesena (15,8%), Mantova (9,8%), Genova (5,5%), Rimini (4,8%), Milano (3,6%).