Prosegue senza sosta la fase rialzista dell’oro, che aggiorna nuovi record sui mercati internazionali. Il metallo prezioso con consegna immediata viene scambiato a 5.092,82 dollari l’oncia, in crescita del 2,11%, mentre il contratto con consegna ad aprile sul Comex avanza del 2,14% fino a 5.124,60 dollari l’oncia.
Debolezza del dollaro e incertezze globali spingono l’oro ai record. Salgono gas e petrolio
Nella notte l’oro ha infranto per la prima volta nella sua storia la soglia simbolica dei 5.000 dollari, confermando il proprio ruolo di bene rifugio in una fase segnata da forti incertezze geopolitiche, tensioni commerciali e interrogativi sulla politica monetaria legati alle scelte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
A sostenere il rally contribuisce anche la debolezza del dollaro. Il metallo giallo è inserito in una traiettoria di crescita ormai consolidata: rispetto a gennaio 2024, quando un’oncia valeva poco più di 2.000 dollari, le quotazioni risultano più che raddoppiate.
Segnali di rialzo arrivano anche dal mercato del gas naturale. Ad Amsterdam, il prezzo registra un balzo del 6,6%, attestandosi a 42,50 euro al megawattora, mentre gli operatori restano attenti sia all’evoluzione delle condizioni climatiche sia agli sviluppi sul fronte geopolitico.
In aumento anche il petrolio. Il Wti con consegna a marzo viene scambiato a 61,48 dollari al barile, in progresso dello 0,65%, mentre il Brent, sempre con scadenza a marzo, sale dello 0,62% a 66,29 dollari al barile.