Da anni il dibattito sulle bollette si concentra quasi esclusivamente su bonus, contributi straordinari e misure tampone per alleggerire, almeno in parte, il peso delle utenze su famiglie e imprese.
Assium: “Bonus e incentivi non bastano, da decreto bollette nessuna misura su contratti luce e gas”
Dal 2021 ad oggi sono stati stanziati complessivamente miliardi di euro in agevolazioni, sgravi e sostegni, ma nonostante ciò il problema del caro-energia non è stato risolto, e in Italia si continua a pagare per luce e gas più che nel resto d’Europa. Lo afferma Assium, l’associazione italiana degli Utility manager, che chiede al governo un cambio di passo col nuovo decreto bollette.
“Il Decreto bollette 2026 deve essere l’occasione per compiere un salto di qualità: non solo bonus, ma interventi precisi in tema di contratti. È una scelta di responsabilità verso i cittadini e verso un mercato che ha bisogno di meno improvvisazione, meno scorrettezze e più competenza – spiega il presidente, Federico Bevilacqua – Oggi i contratti di fornitura vengono sempre più piazzati agli utenti attraverso telemarketing selvaggio, pratiche scorrette e promesse ingannevoli, che fanno lievitare i costi energetici per consumatori e imprese”.
Per questo Assium avanza una proposta chiara al Governo, al Parlamento e alle Autorità di regolazione: limitare la possibilità di vendere o intermediare contratti di energia e gas ai soli professionisti certificati secondo UNI 11782 o, comunque, ad operatori che dimostrino requisiti equivalenti di competenza e responsabilità. Chiunque entri in contatto con il cliente – di persona, al telefono o tramite canali digitali – dovrebbe essere identificabile, certificato e in un certo senso abilitato alla professione.
“Si tratta di un passaggio di buon senso: se consideriamo le spese per energia elettrica e gas come spese strategiche, oltre che ricorrenti, allora dobbiamo pretendere per questo settore lo stesso livello di professionalità che chiediamo in ambiti come il credito, l’assicurativo o il sanitario, dove l’accesso al cliente finale è giustamente regolato e affidato a figure qualificate”, conclude Bevilacqua.