Avvio di settimana difficile per i mercati statunitensi. Wall Street ha inaugurato le contrattazioni con forti ribassi, mentre cresce l’apprensione per un possibile prolungamento del conflitto in Medio Oriente e per le sue ripercussioni sull’inflazione globale.
Wall Street in calo: guerra e inflazione spaventano i mercati
Il clima di incertezza ha favorito un movimento di fuga dagli asset azionari verso strumenti considerati più sicuri, come il dollaro e l’oro.
Indici in calo
Nei primi scambi il Dow Jones ha lasciato sul terreno 575,52 punti, pari a un calo dell’1,18%, scendendo a 48.402,40 punti. Flessione analoga per lo S&P 500, arretrato dell’1,18% a 6.797,60 punti.
Più marcata la discesa del Nasdaq, che ha ceduto 360,24 punti (-1,59%), attestandosi a 22.307,98 punti.
Energia in rialzo, soffre il trasporto aereo
Tra i titoli più osservati, le compagnie energetiche hanno beneficiato dell’aumento delle quotazioni petrolifere. Exxon Mobil ha registrato un progresso del 3,3%, mentre Chevron è salita dell’1%.
Al contrario, il comparto aereo ha risentito sia dell’impennata dei prezzi del greggio sia delle cancellazioni e interruzioni dei voli. United Airlines ha perso oltre il 6%, Delta Air Lines è scesa del 4,4% e American Airlines ha registrato un ribasso del 7,1%.
Difesa in evidenza
Le tensioni geopolitiche hanno invece sostenuto il settore della difesa. Lockheed Martin e RTX hanno messo a segno rialzi di circa il 4% nelle prime fasi di contrattazione.
Il quadro generale riflette un mercato dominato dall’avversione al rischio, con gli investitori che monitorano attentamente l’evoluzione dello scenario internazionale e i possibili effetti sui prezzi e sulla crescita economica.