Non si attenua la tensione sui mercati energetici. Le quotazioni del gas naturale proseguono la corsa e arrivano a sfiorare i 60 euro al megawattora, dopo un avvio di seduta già caratterizzato da forti acquisti.
Nuova impennata del gas e petrolio in progresso. Oro consolida dopo il rally
Ad alimentare il rally contribuiscono due fattori chiave: la chiusura dello Stretto di Hormuz e lo stop alla produzione di gas naturale liquefatto in seguito agli attacchi militari che hanno colpito l’impianto di Ras Laffan. Alla Borsa di Amsterdam il contratto ha toccato un picco di 59,45 euro al megawattora, prima di ridimensionarsi a 54,31 euro, livello che rappresenta comunque un progresso del 24%.
Petrolio ancora in crescita
Anche il greggio mantiene un’impostazione positiva. Il WTI con consegna ad aprile viene scambiato a 72,80 dollari al barile, in aumento del 2,20%. Il Brent con scadenza maggio sale invece a 79,95 dollari al barile, segnando un rialzo del 2,87%.
L’escalation geopolitica continua quindi a sostenere i prezzi delle materie prime energetiche, con gli operatori che monitorano l’evoluzione del conflitto e le possibili ripercussioni sull’offerta globale.
Oro poco mosso dopo gli acquisti
Andamento più cauto per l’oro, che dopo i rialzi della vigilia mostra variazioni contenute. Il prezzo spot si attesta a 5.306,10 dollari l’oncia, in lieve calo dello 0,30%. Il contratto con consegna ad aprile sul Comex quota invece 5.328,00 dollari l’oncia, con un incremento dello 0,31%.
Il quadro complessivo conferma un mercato ancora dominato dall’incertezza, con energia sotto pressione e metalli preziosi che consolidano i livelli raggiunti nei giorni precedenti.