venerdì 6 Marzo 2026

Seduta negativa per Wall Street, che ha terminato le contrattazioni di giovedì con gli indici in calo mentre il conflitto in Medio Oriente entra nel suo sesto giorno. L’aumento dei prezzi del petrolio e il timore di un ritorno delle pressioni inflazionistiche stanno alimentando l’incertezza tra gli investitori, sollevando dubbi anche sulla possibilità che la Federal Reserve (Fed) possa procedere a un allentamento della politica monetaria nel breve periodo.

Wall Street chiude in rosso tra tensioni geopolitiche e timori sull’inflazione

A fine giornata il Dow Jones ha registrato una perdita dell’1,61%, fermandosi a 47.954,74 punti. In ribasso anche l’S&P 500, che ha ceduto lo 0,56%, chiudendo a 6.830,71 punti.

Più contenuta la flessione del comparto tecnologico: il Nasdaq ha terminato la seduta con un calo dello 0,26%, attestandosi a 22.748,99 punti.

Nel frattempo continuano a salire i rendimenti dei titoli di Stato americani. Il rendimento del Treasury decennale si è portato intorno al 4,13%, rispetto al 4,10% della chiusura precedente e al 3,94% registrato prima dell’inizio delle tensioni geopolitiche.

Tra i singoli titoli del listino spicca la performance di Broadcom, che ha guadagnato il 4,79% arrivando a 332,74 dollari. Il titolo è stato sostenuto da risultati trimestrali superiori alle aspettative: nel primo trimestre dell’anno fiscale la società ha riportato un utile per azione di 2,05 dollari, leggermente sopra la stima degli analisti di 2,03 dollari.

Andamento molto positivo anche per The Trade Desk, che ha messo a segno un balzo del 18,36%, salendo a 29,79 dollari. Il titolo è stato spinto da indiscrezioni pubblicate da The Information, secondo cui OpenAI, sviluppatore di ChatGPT, starebbe valutando una collaborazione con la società per la vendita di spazi pubblicitari.

Seduta invece difficile per Victoria’s Secret, che ha registrato un forte ribasso del 12,11%, scendendo a 52,74 dollari. Il calo è arrivato nonostante risultati trimestrali complessivamente migliori delle attese, a causa delle preoccupazioni degli investitori legate all’aumento delle spese sostenute dal gruppo.

Il quadro complessivo evidenzia un mercato prudente, influenzato sia dall’evoluzione dello scenario geopolitico sia dalle prospettive macroeconomiche, con particolare attenzione alle prossime mosse della Federal Reserve.

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