I mercati finanziari asiatici hanno aperto la settimana con pesanti ribassi, mentre l’impennata dei prezzi del petrolio – legata all’escalation del conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran – ha aumentato l’incertezza tra gli investitori.
Mercati asiatici crollano: petrolio e tensioni geopolitiche pesano
L’aumento delle quotazioni energetiche ha infatti riacceso i timori per nuove pressioni inflazionistiche sull’economia globale.
Borse asiatiche in forte calo
Tra le principali piazze finanziarie dell’area, la caduta più marcata si registra a Seul, dove l’indice perde il 6,23%. Ribasso pesante anche a Tokyo, con il Nikkei 225 che lascia sul terreno il 5,58%.
Andamento negativo anche negli altri mercati della regione: Hong Kong cede l’1,63%, mentre la borsa di Shenzhen arretra dello 0,70%. In rosso anche Mumbai, che segna un calo del 2,26%, e Sydney, dove l’indice scende del 2,88%.
Inflazione cinese sopra le attese
Sul fronte macroeconomico arrivano intanto segnali di accelerazione dei prezzi in Cina. I dati diffusi lunedì dalle autorità indicano che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è salito dell’1,3% su base annua a febbraio.
Il risultato supera le aspettative degli analisti, che prevedevano un incremento dello 0,9%, e segna una netta accelerazione rispetto al +0,2% registrato nel mese precedente. L’aumento è stato sostenuto soprattutto dalla crescita dei consumi durante il periodo delle festività.