Le materie prime energetiche aprono la giornata in calo sui mercati internazionali, mentre gli operatori reagiscono alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su possibili sviluppi verso la conclusione del conflitto in Medio Oriente.
Oro in rialzo mentre scendono gas e petrolio
Sul mercato europeo del gas, le quotazioni registrano una flessione significativa. All’hub di Amsterdam, punto di riferimento per il continente, il prezzo scende del 12,5%, attestandosi a 49,50 euro per megawattora.
In discesa anche le quotazioni del petrolio. Il West Texas Intermediate con consegna ad aprile viene scambiato a 88,79 dollari al barile, con una contrazione del 6,31%. Anche il Brent, riferimento per il mercato internazionale, registra un arretramento: il contratto con consegna a maggio scende a 93,02 dollari al barile, segnando un calo del 6%.
Segno opposto invece per l’oro, che si muove in territorio positivo. Il prezzo del metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) sale a 5.176,68 dollari, con un incremento dello 0,74%. Ancora più marcato il rialzo del contratto Comex con scadenza ad aprile, che raggiunge 5.185,90 dollari registrando una crescita dell’1,61%.
Il quadro complessivo dei mercati delle materie prime evidenzia quindi un calo per le fonti energetiche e una contemporanea crescita dell’oro, tradizionale bene rifugio nelle fasi di incertezza.