Chiusura senza una direzione univoca per le principali Borse asiatiche, che inaugurano la settimana all’insegna dell’incertezza. A pesare sul sentiment degli investitori sono ancora le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente e l’inasprimento della situazione nello Stretto di Hormuz, nodo strategico per i flussi energetici globali.
Borse asiatiche divise, focus su Hormuz
L’attenzione dei mercati resta concentrata sull’andamento delle quotazioni di petrolio e gas, mentre in Europa i future segnalano un possibile avvio positivo per i listini del Vecchio Continente.
Sul fronte asiatico, la seduta si chiude in leggero calo per Tokyo (-0,13%), con lo yen in rafforzamento sul dollaro fino a quota 159,20 e sull’euro poco sopra 182. Tra le piazze ancora in movimento, prevale il segno più: Hong Kong guadagna l’1,5%, Seul l’1,1%, Shenzhen lo 0,16% e Mumbai lo 0,1%. Debole invece Shanghai (-0,26%), che non riesce ad agganciare il recupero delle altre Borse regionali.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione si sposta ora sugli Stati Uniti, dove sono attesi i dati sulla produzione industriale e gli indicatori relativi all’andamento del comparto manifatturiero nello Stato di New York, elementi che potrebbero influenzare l’orientamento dei mercati nelle prossime sedute.