Le Borse asiatiche chiudono la seduta con guadagni consistenti, sostenute soprattutto dal comparto tecnologico. A spingere gli acquisti sono state le prospettive positive espresse da Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, sulle vendite nel mercato cinese, che hanno riacceso l’interesse degli investitori per un settore percepito come più resiliente rispetto alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Borse asiatiche spinte dai chip: Seul vola, Tokyo in forte rialzo
Tra i listini dell’area spicca la performance di Seul, che registra un balzo del 5%, favorita dal forte peso dei produttori di semiconduttori e delle società hi-tech. Bene anche Tokyo, in crescita del 2,9%. Più contenuti i progressi nelle altre piazze: Hong Kong avanza dello 0,8%, Sydney dello 0,3%, mentre Shanghai e Shenzhen segnano rispettivamente un aumento dello 0,3% e dello 0,2%.
Il clima positivo si riflette anche sui mercati occidentali: i future sull’Euro Stoxx 50 indicano un rialzo vicino all’1%, mentre quelli su Wall Street guadagnano oltre lo 0,5%, in attesa delle decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, previste nelle prossime ore.
Sul fronte energetico, resta centrale l’evoluzione della crisi mediorientale. L’intesa tra Iraq e Turchia per consentire le esportazioni di greggio evitando lo stretto di Hormuz ha contribuito ad allentare la pressione sui prezzi. Il Wti arretra del 3,3%, attestandosi intorno a 93 dollari al barile, mentre il Brent scende del 2% a circa 101,5 dollari.
L’oro mantiene una tendenza moderatamente positiva, con un incremento dello 0,22%, restando sopra la soglia dei 5.000 dollari l’oncia. Il calo del petrolio, attenuando le preoccupazioni inflazionistiche, sostiene il comparto obbligazionario: il rendimento dei Treasury statunitensi a dieci anni diminuisce di 2,5 punti base, posizionandosi al 4,17%.