Eni annuncia di aver avviato insieme agli attuali soci Ares Management Alternative Credit funds (“Ares”) ed Energy Infrastructure Partners un riassetto della compagine azionaria di Plenitude per definire una nuova governance, con un controllo congiunto fra Eni e Ares e col conseguente deconsolidamento della società dal perimetro di bilancio di Eni.
Eni deconsolida Plenitude tramite riassetto partecipativo e una nuova governance
L’operazione è basata su un aumento di capitale non proporzionale tra i soci pari a circa 1,5 miliardi di euro, di cui almeno 1 miliardo di euro è previsto sia sottoscritto da Ares, sulla base di un Equity Value al 100% di Plenitude pre-money pari a 10,75 miliardi di euro (circa 13,1 miliardi di euro in termini di Enterprise Value implicito). Ad esito dell’aumento di capitale, Eni deterrà una quota del capitale sociale vicina al 65%, ed è previsto che manterrà su Plenitude presidi di direzione e di coordinamento (ex art. 2497 del Codice Civile) compatibili con il nuovo accordo di controllo congiunto con Ares.
L’aumento di capitale sarà funzionale a rafforzare la struttura patrimoniale di Plenitude e supporterà il raggiungimento dei target di crescita organica e inorganica, inclusi la capacità installata a 15 GW e 15 milioni di clienti retail al 2030, perseguendo al contempo un rating investment grade.
L’iniziativa è coerente con la strategia Eni di valorizzare le società del Gruppo, in base al modello satellitare, e rappresenta altresì un’opportunità per destinare maggiori risorse alla crescita dei business, alla sicurezza energetica e alla creazione di valore per i propri azionisti.
L’operazione è subordinata al rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti