giovedì 19 Marzo 2026

Seduta pesantemente negativa per le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente, che nel complesso hanno visto svanire oltre 420 miliardi di euro di capitalizzazione. A incidere sul clima dei mercati sono stati i nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche in Medio Oriente, fattore che ha spinto al rialzo le quotazioni di petrolio e gas e alimentato l’avversione al rischio tra gli investitori.

Borse europee in forte calo con l’escalation in Medio Oriente. Milano perde il 2,32%

A Milano, l’indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione del 2,32%, scendendo a quota 43.701 punti. La giornata è stata caratterizzata da volumi particolarmente sostenuti, con scambi per oltre 4,8 miliardi di euro, il livello più elevato registrato nelle ultime quattro sedute.

Il segno meno ha dominato anche sulle altre principali borse europee: Parigi ha terminato in calo del 2,03% a 7.807 punti, Londra ha ceduto il 2,35% a 10.063 punti, mentre Francoforte ha accusato una flessione più marcata del 2,82% a 22.839 punti. Madrid ha archiviato la giornata con un ribasso del 2,35% a 16.892 punti.

Sul fronte dei titoli di Stato, il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi si è attestato a 82,1 punti base, sostanzialmente invariato rispetto all’apertura e in leggero aumento rispetto ai 78,9 punti della chiusura precedente. Il rendimento del decennale italiano è salito di 5 punti base al 3,77%, mentre quello tedesco ha guadagnato 1,7 punti al 2,95% e il titolo francese ha registrato un incremento di 3,6 punti al 3,64%.

Nel comparto valutario, l’euro ha mostrato un lieve rafforzamento sul dollaro, avanzando dello 0,63%. Sul fronte delle materie prime, si è assistito a un netto arretramento dell’oro, sceso del 4,68% a 4.593,3 dollari l’oncia. In controtendenza il petrolio, con il Light Sweet Crude Oil in progresso del 2,17%.

Tra i titoli migliori a Piazza Affari si sono distinti Eni, in rialzo del 3,75%, Nexi con un guadagno dell’1,91% e Saipem, salita dello 0,86%. Sul versante opposto, le vendite hanno colpito in modo significativo Inwit, che ha chiuso con un crollo del 15,60%. Perdite rilevanti anche per Telecom Italia (-5,70%), Ferrari (-5,41%), Prysmian (-5,39%) e Stellantis (-3,30%).

Nel segmento FTSE MidCap, gli acquisti hanno premiato BFF Bank (+3,33%), Technogym (+2,09%), MFE A (+1,93%) e Philogen (+1,76%). Tra i titoli più penalizzati, invece, Technoprobe ha registrato un tonfo del 18,47%, seguita da D’Amico (-7,36%), Interpump (-6,51%) e Safilo (-5,58%).

Anche il comparto calcistico ha mostrato segnali negativi: Juventus ha lasciato sul terreno il 2,72%, mentre Lazio ha contenuto le perdite con un ribasso dello 0,42%.

Nel complesso, la giornata ha evidenziato la crescente sensibilità dei mercati finanziari alle tensioni geopolitiche e alle dinamiche dei prezzi energetici, elementi che continuano a influenzare in modo determinante il sentiment degli investitori.

 
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