Con la crisi in Medio Oriente le tariffe del gas, considerando solo le migliori offerte presenti oggi sul mercato libero, salgono in media del +13% rispetto allo scorso gennaio, ma raggiungono in alcuni casi picchi del +45%. Una impennata che risente delle quotazioni energetiche in forte rialzo e che ha portato le società fornitrici a tagliare in modo drastico le offerte a prezzo fisso a disposizione dei consumatori. Lo afferma Assium, l’associazione italiana degli Utility manager, che ha svolto una indagine per monitorare l’andamento delle offerte relative alle forniture di gas.
Bollette, Assium: per gas rincari medi del +13% con punte del +45%
Verificando le migliori proposte commerciali pubblicate sul Portale di Arera, il primo dato che emerge è come il numero di offerte a prezzo fisso si sia drasticamente ridotto: in media in ogni città si contano circa 350 offerte di contratti a prezzo fisso, meno di un terzo rispetto alle circa 1.100 proposte a prezzo variabile – spiega Assium – Nel settore domestico solo il 17% delle offerte disponibili, escludendo le “placet”, sono a prezzo fisso; per il settore delle Pmi la situazione è ancora più critica, con appena il 7% di offerte a prezzo fisso (non placet). Questo significa che per le aziende è quasi impossibile oggi bloccare il prezzo, restando così esposte a ogni minima oscillazione del mercato
Evidente poi l’impatto della crisi sulle tariffe praticate agli utenti: con la migliore offerta a prezzo fisso oggi disponibile sul mercato, la bolletta media nelle principali città italiane si attesta a 1.644 euro annui (con un consumo da 1.400 metri cubi annui), il 13% in più rispetto alla bolletta media di appena due mesi fa (gennaio 2026), pari ad una maggiore spesa da circa +180 euro annui. Ma l’incremento delle tariffe rispetto alle “migliori offerte” di febbraio tocca per alcuni gestori punte del +45%.
Gli operatori da un lato hanno ritirato dal mercato le offerte a prezzo fisso, dall’altro hanno applicato sensibili rincari alle tariffe per tale tipologia di fornitura, al punto che oggi i contratti a prezzo variabile risultano più convenienti: le migliori offerte registrano infatti un incremento del +6,4% su gennaio, portando la bolletta media a 1.553 euro. Per chi deve sottoscrivere un nuovo contratto ora le offerte fisse sono rare e care, quelle variabili espongono ai rischi della geopolitica, ma partono da una base attualmente più bassa rispetto ai nuovi fissi “di emergenza” – evidenziano gli Utility Manager.
“Il quadro energetico è in continua evoluzione a causa della volatilità dei prezzi sui mercati e dell’evolversi della situazione internazionale – spiega il presidente Assium, Federico Bevilacqua – In questo preciso momento occorre avere al proprio fianco consulenti preparati che possano dare le giuste indicazioni e pianificare una strategia energetica accurata. L’Utility Manager è sicuramente la figura più adatta per cercare di accompagnare imprese, famiglie e pubbliche amministrazioni nella gestione di queste spese ricorrenti”.