Sono stati presentati oggi i risultati dell’analisi condotta da AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), in collaborazione con PwC Italia, sul mercato italiano del capitale di rischio.
Nel 2025 cresce venture capital, tiene private equity, calano infrastrutture. Cipolletta (Aifi): “Miglior risultato per la finanza per le pmi”
Raccolta
Nel 2025 la raccolta del private equity e venture capital è stata pari a 3.570 milioni di euro (di cui 2.856 milioni raccolti sul mercato), in calo del 46% rispetto ai 6.673 milioni dell’anno precedente. Gli operatori che nel 2025 hanno svolto attività di fundraising sono stati 44 (42 l’anno precedente). Con riferimento alla provenienza geografica1 dei fondi raccolti sul mercato, la componente domestica ha rappresentato l’83%, mentre il peso di quella estera è stato del 17%. A livello di fonti2, il 22% della raccolta deriva dal settore pubblico, inclusi i fondi di fondi istituzionali (524 milioni di euro), seguiti dagli investitori individuali e family office (21%, 490 milioni) e dai fondi pensione e casse di previdenza (19%, 442 milioni).
Investimenti
Nel 2025 l’ammontare investito dagli operatori di private equity e venture capital è stato pari a 11.610 milioni di euro, in calo del 22% rispetto all’anno precedente, a causa principalmente del minor valore confluito verso il comparto infrastrutturale. Escludendo le infrastrutture, il mercato è stato caratterizzato da un ammontare investito pari a 8.570 milioni, pressoché in linea con il 2024 (8.741, -2%).
Complessivamente, nel corso del 2025 sono stati realizzati 5 large deal e 8 mega deal[1], che insieme hanno rappresentato il 44% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (5.154 milioni di euro). Nel 2024, invece, erano stati realizzati 10 large deal e 6 mega deal, per un peso del 59% dell’ammontare complessivo (8.833 milioni di euro). Da sottolineare che le operazioni caratterizzate da un ammontare inferiore ai 150 milioni di euro (small e medium deal) hanno attratto 6.456 milioni di euro, in crescita rispetto al 2024 (6.070 milioni, +6%), rappresentando il valore più alto di sempre.
Il numero di operazioni si è attestato a 887, in crescita (+21%) rispetto alle 732 dell’anno precedente, trainato anche quest’anno dall’attività di venture capital.
Nel dettaglio, nel 2025 il segmento del venture capital (early stage: seed, start up e later stage) ha mostrato una crescita del 30% del numero di operazioni (568 nel 2025, contro 437 nel 2024) e del 46% dell’ammontare investito, passato da 927 a 1.349 milioni di euro. I buy out, con 6.246 milioni di euro e 210 operazioni (6.530 milioni e 185 investimenti nel 2024), si sono classificati al primo posto in termini di ammontare, pari al 54% del totale, con un aumento del 14% del numero e una contrazione del 4% dell’ammontare, a testimonianza di una riduzione della dimensione media delle operazioni. Gli investimenti in infrastrutture sono stati 30 (-23% rispetto ai 39 del 2024) e hanno attratto un ammontare pari a 3.040 milioni di euro, contro i 6.162 milioni dell’anno precedente, quando erano stati realizzati alcuni deal di dimensioni rilevanti. Nel segmento dell’expansion sono stati investiti 792 milioni, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente (695 milioni), distribuiti su 68 operazioni (+21% rispetto alle 56 del 2024).
Con riferimento all’origine geografica degli operatori, rimane elevato l’interesse dei soggetti internazionali per il nostro mercato: nel 2025, infatti, il 73% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori esteri (8.433 milioni).
“Nel corso del 2025 abbiamo assistito a un crescita della finanza per le pmi che ha realizzato il miglior risultato di sempre con 6,5 miliardi di investimenti; si vede un incremento dell’ammontare destinato al venture capital con 1,3 miliardi e nell’expansion che ha attratto 792 milioni di euro” dichiara Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI. “Resta sempre debole la raccolta che nel 2025 è calata del 46% determinando così un limite per l’attività degli operatori che hanno a disposizione meno capitali al supporto della crescita aziendale”.
“Dopo un primo semestre del 2025 molto positivo abbiamo assistito a una significativa contrazione nel secondo semestre, con una riduzione dell’ammontare investito pari al 42%”, dichiara Francesco Giordano, Partner di PwC Italia e Private Equity Leader. “In particolare, ne hanno risentito i segmenti delle infrastrutture e dei buyout, che hanno sofferto l’assenza delle grandi operazioni che avevano invece caratterizzato i periodi precedenti.”
A livello settoriale, il 2025 ha visto al primo posto per numero di investimenti il comparto Ict, con il 32% delle operazioni totali, seguito dai beni e servizi industriali, 15%, e dal medicale, 13%.
[1] Per large deal si intendono operazioni con equity versato compreso tra 150 e 300 milioni di Euro, mentre i mega deal sono operazioni di ammontare superiore ai 300 milioni di Euro.