mercoledì 7 Gennaio 2026

“Acquisto prima casa, a rischio taglio il bonus sui lavori di ristrutturazione”. Così apre l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.

A pagina 3: “Bonus casa al 50%, i limiti alla residenza mettono a rischio 500mila immobili”.

Acquisto prima casa, a rischio taglio il bonus sui lavori di ristrutturazione

La legge di Bilancio impone di avere già la dimora in un immobile per accedere agli sconti più elevati. Rebus difficile da sciogliere per chi compra un’abitazione e poi la ristruttura. Problemi anche per i lavori condominiali.

All’inizio del 2025, i contribuenti stanno affrontando significative incertezze legate ai bonus per le abitazioni principali. La nuova normativa rischia di ridurre la percentuale del bonus dal 50% al meno vantaggioso 36%, comportando una perdita economica notevole per molti.

La legge di Bilancio di quest’anno ha introdotto un requisito cruciale per l’accesso ai principali bonus sulla casa: il possesso o il diritto reale su un’unità utilizzata come abitazione principale. Tuttavia, la mancanza di una definizione chiara di “abitazione principale” e l’assenza di indicazioni per chi si trova in fase di ristrutturazione ma non risiede ancora nell’immobile, stanno creando complessità e confusione.

Prendiamo ad esempio chi acquista un immobile da ristrutturare per poi trasformarlo nella propria residenza principale. Secondo l’articolo 10, comma 3 bis del Tuir, l’abitazione principale è definita come il luogo di dimora abituale del proprietario o dei suoi familiari. Il Codice civile all’articolo 43 specifica ulteriormente che la residenza è il luogo di abituale dimora. Questa distinzione rende chiaro che non si può considerare un’abitazione principale un immobile in attesa di ristrutturazione.

Di conseguenza, per beneficiare del bonus del 50%, i proprietari dovrebbero attendere il trasferimento della residenza, una situazione che potrebbe complicare le cose per migliaia di contribuenti nel 2025. Considerando che ogni anno si registrano circa 700mila transazioni immobiliari e che tre quarti di queste sono relative a prime case, nel 2025 le ristrutturazioni di circa 500mila abitazioni potrebbero rivelarsi significativamente più costose.

La definizione di abitazione principale solleva dubbi anche in altre circostanze legate alla legge di Bilancio. Ad esempio, per il sismabonus acquisti, che si applica all’acquisto di immobili riqualificati, la residenza nell’immobile al momento del rogito è necessaria per accedere al bonus del 50%. Analogamente, per le pertinenze e i lavori condominiali sorgono questioni simili: non è specificato se questi rientrano nell’agevolazione dell’abitazione principale o se sono soggetti al 36%.

Questa incertezza può rallentare l’approvazione di lavori di manutenzione straordinaria nelle assemblee condominiali. Inoltre, i contribuenti che iniziano lavori di ristrutturazione in un anno e li concludono in un altro, modificando nel frattempo la propria residenza, potrebbero trovarsi a dover navigare tra differenti aliquote di detrazione, complicando ulteriormente la situazione e potenzialmente generando controversie future.

 

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