domenica 11 Gennaio 2026

Assoutenti accoglie con favore l’avvio dell’Arbitro Assicurativo (AAS), operativo dal 15 gennaio, come nuovo strumento di risoluzione alternativa delle controversie tra assicurati e compagnie. Si tratta di un passo avanti importante, atteso da anni, che può contribuire a rendere la tutela dei consumatori più rapida, accessibile e meno onerosa rispetto al ricorso ai tribunali.

Arbitro assicurativo, Assoutenti: “Bene strumento, ma ci sono criticità. Rischia di non essere totalmente indipendente da compagnie”

Detto questo, Assoutenti ritiene doveroso evidenziare alcuni profili critici che incidono direttamente sulla credibilità e sull’efficacia del nuovo istituto. Il primo nodo riguarda l’indipendenza dell’Arbitro: dopo una lunga gestazione, avremmo auspicato la nascita di un organismo pienamente autonomo, e non incardinato presso Ivass, autorità che nella sua storia ha spesso assunto posizioni sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati. Per questo motivo, pur prendendo atto della qualità e del prestigio dei componenti del collegio, Assoutenti auspica che i tre arbitri di nomina Ivass dimostrino, nei fatti, una indipendenza forte e inequivocabile dal mondo assicurativo.

In questo contesto non può essere ignorato che alcuni arbitri risultino collegati a studi professionali che hanno, o hanno avuto, rapporti con compagnie di assicurazione. La domanda è inevitabile: saranno davvero indipendenti dagli interessi delle imprese assicurative? La credibilità dell’AAS si giocherà tutta su questo punto: sulla capacità di garantire decisioni libere da condizionamenti e realmente orientate alla tutela dei diritti degli assicurati, soprattutto nelle controversie più delicate, come quelle in materia di risarcimento danni e polizze vita complesse.

Il secondo profilo critico riguarda l’organizzazione: la scelta di partire con un collegio unico a Roma solleva forti perplessità. I numeri parlano chiaro: nel solo 2024 il comparto assicurativo ha generato oltre 113mila reclami. È realistico pensare che un unico collegio possa reggere, in tempi ragionevoli, un potenziale afflusso di migliaia di ricorsi?

Assoutenti ritiene che sarebbe stato più efficace prevedere sin dall’inizio una struttura articolata, almeno su base regionale o macro-regionale. Questo avrebbe consentito una maggiore prossimità ai cittadini, una migliore conoscenza delle prassi territoriali e una più rapida gestione dei procedimenti.

“L’Arbitro Assicurativo rappresenta senza dubbio un esperimento importante e una possibile valvola di sfogo per il sistema giudiziario. Ma proprio per questo deve essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio – dichiara il presidente Gabriele Melluso – Assoutenti vigilerà con attenzione sull’operato dell’AAS, pronta a collaborare in modo costruttivo, ma altrettanto pronta a segnalare criticità e distorsioni”.

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