giovedì 8 Gennaio 2026

Le principali piazze finanziarie dell’Asia e del Pacifico hanno chiuso con andamenti contrastanti, riflettendo un clima di prudenza dopo il colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader cinese Xi Jinping.

Borse asiatiche caute dopo la telefonata tra Xi e Trump

Gli investitori restano in attesa dei dati macroeconomici statunitensi sul mercato del lavoro, previsti per il pomeriggio. La Borsa di Tokyo ha archiviato la sessione in rialzo dello 0,5%, mentre Taiwan ha mostrato una lieve flessione dello 0,06% e Sydney ha ceduto lo 0,27%.

A causa di festività locali, i mercati di Seul e Singapore sono rimasti chiusi. Ancora aperti, invece, i listini di Hong Kong (-0,27%), Shanghai (-0,04%) e Mumbai, che si distingue con un robusto +1,04%.

Sul fronte europeo, i future sono in territorio negativo dopo che i dati tedeschi sulla produzione industriale hanno registrato un calo dell’1,4% ad aprile, ben oltre le attese. Il focus resta ora sull’uscita del PIL e delle vendite al dettaglio dell’Eurozona. Negli Stati Uniti, gli analisti attendono i numeri relativi alle buste paga (in possibile flessione) e il tasso di disoccupazione, previsto stabile al 4,2%.

Nel corso della mattinata è previsto un videomessaggio della presidente della BCE Christine Lagarde, durante un evento a Marsiglia.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio WTI si contrae dello 0,38%, scendendo a 63,14 dollari al barile, mentre l’oro perde l’1,11%, attestandosi a 3.362,22 dollari l’oncia. Il gas naturale europeo recupera leggermente dopo un inizio debole: +0,47% a 36,53 euro al MWh al TTF di Amsterdam.

Sul mercato valutario, il dollaro guadagna terreno: supera quota 0,87 euro, tocca 144,11 yen e si mantiene poco sotto le 0,74 sterline. Lo spread Btp-Bund si stabilizza a 95,5 punti base, con il rendimento decennale italiano in calo di 0,2 punti, poco sopra il 3,52%, mentre quello tedesco resta sotto il 2,58%.

A Tokyo, spiccano i rialzi dei produttori di semiconduttori: Screen Holdings guadagna il 2,71%, mentre Renesas sale del 2,33%. Il deprezzamento dello yen ha sostenuto i grandi esportatori: Mazda (+1,58%), Bridgestone (+1,35%), Honda (+1,3%) e Sony (+0,84%). Al contrario, Toyota ha perso lo 0,08% e Nikon è arretrata dell’1,8%

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