“Bpm, i francesi sfidano Unicredit”, è l’apertura odierna de La Stampa. Crédit Agricole sale al 15%. Ma l’obiettivo è arrivare al 19,9% per bloccare la scalata di Orcel. Il numero uno della banca transalpina ha informato Castagna. Governo in allarme: piano per unire MPS e Milano.
Bpm, i francesi sfidano Unicredit
A pagina 2: “‘Abbiamo il 15% di Bpm’. La sfida del Crédit Agricole alla scalata di Orcel”. I francesi pronti a salire fino al 19,9%: vogliamo valorizzare il nostro investimento nella banca milanese.
Crédit Agricole si è inserita inaspettatamente nella contesa per il Banco Bpm, complicando l’operazione già avviata da Unicredit su Piazza Meda. Con una mossa inattesa, la banca francese, che è già il maggiore azionista dell’istituto italo-veronese con una quota del 9,9%, ha assicurato un ulteriore 5,2% del capitale attraverso la sottoscrizione di contratti derivati. Questo incremento porta la partecipazione potenziale di Crédit Agricole al 15,1% del capitale di Banco Bpm, attualmente sotto l’occhio di un’offerta pubblica di scambio da parte della banca diretta da Andrea Orcel. Tuttavia, prima di poter esercitare i diritti derivati, Crédit Agricole dovrà ottenere l’approvazione dalla BCE. Secondo quanto riferito, la banca francese si appresta a presentare una richiesta per “essere autorizzata a incrementare la propria partecipazione in azioni al di sopra della soglia del 10% del capitale sociale e sino al 19,9%”. Però «Crédit Agricole – assicurano da Parigi nel comunicato diramato dopo che il numero uno della banca, Philippe Brassac, aveva già informato della salita tanto le autorità di vigilanza quanto il suo omologo in Bpm, Giuseppe Castagna – non intende lanciare un’offerta pubblica di acquisto su azioni Banco Bpm”. Offerta che, in ogni caso, ancor più di quella targata Unicredit – si legge sul quotidiano torinese -, dovrebbe vedersela con il Golden Power, i poteri speciali che il governo può esercitare quando nel mirino ci sono attività che lo Stato considera strategiche, come appunto quella creditizia.