Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, intervistato da La Verità, ha criticato la norma che sarebbe stata inserita nell’articolo 19 della legge di Bilancio 2024 dal titolo «Modifiche alla disciplina fiscale sulle locazioni brevi e sulle plusvalenze in caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili» (il testo definitivo non è stato ancora pubblicato). Un provvedimento che l’organizzazione dei proprietari di casa considera un vero e proprio autogol, perchè dovrebbe far aumentare di alcuni punti percentuali la cedolare secca per gli affitti brevi.
Confedilizia, Spaziani Testa: “Un errore la cedolare secca al 26%. Non produrrà gettito, ma solo nero”
“Cosa ci aspettiamo? Al momento si tratta anc\ora di indiscrezioni, perché la legge di Bilancio è stata approvata senza testi definitivi – esordisce Spaziani Testa -. Di certo noi speriamo che si tratti ancora di una indiscrezione infondata quella dell’aumento della cedolare secca dal 21 al 26%. Un’ipotesi che gli uffici del governo possono aver prospettato all’esecutivo, ma che potremmo anche non leggere nel testo della manovra. Ad ogni modo, si tratterebbe di una scelta del tutto sbagliata, perché introdurrebbe un aumento della tassazione, del tutto incoerente con quanto detto finora dal governo. Sarebbe, poi, una cosa incomprensibile. Bisogna capire quale potrebbe essere l’intento”.
“Se l’obiettivo fosse quello di ottenere più gettito – continua il presidente di Confedilizia -, si tratterebbe di una operazione masochistica perché la norma attirerebbe le critiche che si è già tirata senza ottenere una quantità rilevante di nuove entrate fiscali. A quanto dovrebbe ammontare il gettito aggiuntivo generato dalla norma? «Noi ipotizziamo poco più di una decina di milioni di euro. Nella relazione tecnica del decreto-legge del 2017 che era intervenuto sugli affitti brevi c’era scritto che i canoni di questi affitti ammontavano a 221 milioni di euro l’anno. Se si applica a questa somma l’aumento di aliquota di cinque punti si arriva a un incremento di gettito di circa 11 milioni di euro. Viene solo da sorridere nel parlarne, perché sarebbe una cifra esigua che però stimolerebbe varie forme di elusione fiscale o un importante aumento del nero. Se, invece, la finalità, è quella di disincentivare gli affitti brevi a favore degli albergatori, concetto non condiviso dal vicepremier Salvini, anche in questo caso la sensazione è che non si colga nel segno. L’effetto sarebbe solo quello di stimolare operazioni elusive e di spingere lo spostamento di titolarità di immobili da uno all’altro. E sarebbe ancora più sbagliato, come emerso da alcune indiscrezioni giornalistiche, se l’aumento della cedolare secca fosse previsto solo a partire dal secondo immobile in locazione e non dal primo. Si verrebbe a creare quasi una catalogazione tra ricchi e poveri, come se chi possiede più di una casa in affitto fosse ricco”.
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