sabato 5 Aprile 2025

Ad avviare unโ€™attivitร  imprenditoriale in Italia sono rimasti solo gli stranieri. O quasi. Negli ultimi 10 anni le imprese attive guidate da titolari nati allโ€™estero sono aumentate del 29,5 per cento (in valore assoluto pari a +133.734), quelle in cui a capo cโ€™รจ un italiano, invece, sono scese del 4,7 per cento (- 222.241).

Cgia: aumentano le imprese guidate da titolari nati all’estero

Delle 5.097.617 aziende attive presenti in Italia1 , ben 586.584 (pari allโ€™11,5 per cento del totale nazionale) sono a conduzione straniera (vedi Graf. 1). A dirlo รจ lโ€™Ufficio studi della CGIA.

Ha inciso il trend demografico

Certo, il trend demografico registrato in questi ultimi anni nel nostro Paese ha sicuramente condizionato questi risultati. Tuttavia, tra tasse, burocrazia, caro-bollette, costo degli affitti e un senso perenne di precarietร  che attanaglia la vita di tantissime partite Iva hanno smorzato in molti italiani la voglia di affermarsi nel mondo del lavoro attraverso lโ€™autoimprenditorialitร . Occasione, invece, che gli stranieri non si stanno lasciando scappare. Basta girare per le nostre cittร  e ci accorgiamo ormai che diversi bazar, parecchi banchi dei mercati rionali, tanti negozi di alimentari, molte botteghe di frutta/verdura, altrettanti bar e ristoranti sono a conduzione straniera. Ma anche nei cantieri edili e in alcuni settori manifatturieri la presenza degli stranieri รจ sempre piรน diffusa. Non solo tra i dipendenti, ma anche tra i titolari dโ€™azienda.

Su 105 province monitorate, solo in 7 gli imprenditori italiani sono cresciuti piรน degli stranieri

Nellโ€™ultimo decennio (2013-2023), nelle 105 province dโ€™Italia monitorate solo 7 hanno visto aumentare in termini assoluti il numero degli imprenditori2 italiani rispetto a quelli stranieri. Le realtร  geografiche in cui gli stranieri con partita Iva sono cresciuti meno dei colleghi italiani sono tutte ubicate nel Mezzogiorno. Esse sono: Catania, Messina, Cosenza, Siracusa, Nuoro, Vibo Valentia e Palermo.

 

I pro e i contro

Il fenomeno รจ molto articolato e complesso e si presta a diverse letture. Diversi esperti sostengono che in alcuni comparti stia avvenendo un โ€œeffetto sostituzioneโ€: le imprese straniere starebbero rimpiazzando quelle autoctone. Altri segnalano che gli immigrati presentano una forte propensione ad aprire la partita Iva perchรฉ ritengono piรน dignitoso lavorare in qualitร  di autonomi, anzichรฉ come dipendenti3 . In linea generale, comunque, possiamo riportare due considerazioni oggettive. La prima: positiva. Chi apre una attivitร  imprenditoriale dimostra di aver attivato un percorso di inclusione importante, perchรฉ รจ stato costretto a rapportarsi con alcune istituzioni pubbliche4 , eventualmente con un istituto di credito a cui รจ stato chiesto un prestito, periodicamente con il commercialista e una volta iniziata lโ€™attivitร  con i propri fornitori. Insomma, queste persone diventano parte attiva del sistema economico5 . La seconda: negativa. Non sarebbero trascurabili le attivitร  economiche a guida straniera avviate per โ€œcoprireโ€ operazioni di evasione e commercializzazione su larga scala di merce contraffatta. Creando non pochi problemi anche di concorrenza sleale nei confronti delle imprese italiane dello stesso settore. Fenomeni, questi ultimi, che le forze dellโ€™ordine devono continuare a monitorare con maggiore attenzione.

 

Nel commercio e nellโ€™edilizia il 60 per cento del totale

Il commercio e lโ€™edilizia sono i due settori economici dove si trova il maggior numero di imprenditori stranieri. Nel primo sono quasi 195mila, nel secondo 156mila. Se nel primo caso costituiscono il 15,2 per cento del totale di tutte le attivitร  presenti in questo settore, nel secondo si arriva fino al 20,6 per cento. Le quasi 351mila attivitร  di questi due settori incidono per il 60 per cento sul totale delle imprese stranieri presenti in Italia. Il terzo settore piรน interessato dagli imprenditori stranieri รจ lโ€™alloggio ristorazione con 50.210 unitร  (12,7 per cento del totale nazionale).

 

Romania e Cina sono le nazionalitร  piรน diffuse

In riferimento alla nazionalitร , gli imprenditori stranieri maggiormente presenti in Italia sono i romeni: essi ammontano a 78.258 persone. Seguono i cinesi con 78.114, i marocchini con 66.386 e gli albanesi con 61.586. Rispetto a 10 anni fa, la percentuale di crescita piรน sostenuta ha interessato i moldavi con il +127 per cento. Seguono i pakistani con +107 per cento e gli ucraini con il +91 per cento.

 

A Napoli in 10 anni gli imprenditori stranieri sono raddoppiati

Negli ultimi 10 anni la provincia dโ€™Italia che ha registrato lโ€™incremento percentuale piรน significativo รจ stata Napoli. Tra il 2013 e il 2023 la crescita รจ piรน che raddoppiata, per la precisone del +109,3 per cento. Seguono Brindisi con il +63,2, Taranto con il +61,8 e Trapani con il +54,9 per cento (vedi Tab. 4). Sempre in questo decennio, la variazione assoluta piรน importante ha interessato la Cittร  Metropolitana di Milano con un aumento delle aziende a guida straniera di 30.482 unitร . Seguono Napoli con +15.399 e Roma con +11.690. In termini assoluti, infine, il territorio che ne ospita di piรน รจ la Cittร  Metropolitana di Milano con 92.168 unitร . Seguono Roma con 69.343 e Torino con 37.777.

 

 

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