martedì 24 Marzo 2026

Negli ultimi anni il mercato del Buy Now Pay Later (BNPL) è cresciuto rapidamente anche in Italia oltre che ne resto del mondo. Ai vantaggi di questo prodotto si affiancano elementi di vulnerabilità non facili da valutare per la limitata disponibilità di dati sui volumi e sulla rischiosità. Analisi relative agli Stati Uniti e all’Europa evidenziano la fragilità finanziaria degli utilizzatori. Secondo l’Indagine sui bilanci delle famiglie (IBF) 2022 e l’Indagine congiunturale (ICF) 2025, l’uso del BNPL in Italia è notevolmente aumentato (dal 4 per cento dei nuclei familiari nel 2022 al 30 per cento nel 2025, anche se circa due terzi lo usa solo occasionalmente). In linea con quanto si osserva in altri paesi, questa forma di finanziamento sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione finanziariamente più fragili, con un reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate, soprattutto per scopi di consumo o per consolidare altri debiti; il ricorso è molto diffuso tra chi è in ritardo nel rimborso dei debiti. A partire da novembre 2026, la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori (CCD2) includerà la maggior parte delle operazioni di BNPL, imponendo, tra l’altro, il rispetto di regole di trasparenza più stringenti relative all’informativa precontrattuale e contrattuale e valutazioni più rigorose del merito creditizio. Queste misure mirano a ridurre rischi di sovraindebitamento e di difficoltà di rimborso. L’applicazione della CCD2 potrà quindi avere effetti positivi per la tutela dei consumatori e per la rischiosità del credito.

 

  1. Introduzione

Pur non esistendo un’esplicita definizione normativa del Buy Now Pay Later (BNPL)[2], nella pratica economica esso è comunemente inteso come una dilazione di pagamento che permette al consumatore di pagare in poche rate acquisti di importo relativamente contenuto senza sostenere alcun onere in termini di interessi e altre spese.

Negli scorsi anni il mercato del BNPL è cresciuto a ritmi sostenuti in molti paesi, tra cui l’Italia, dove ha raggiunto una dimensione degna di attenzione. Ai vantaggi di questo prodotto si affiancano elementi di vulnerabilità non facili da valutare poiché non vi sono segnalazioni dettagliate da parte degli intermediari sui volumi e sulla rischiosità di questa forma di finanziamento. Alcune indagini relative agli Stati Uniti e paesi europei hanno messo in evidenza la fragilità finanziaria degli utilizzatori di BNPL.

Per fare luce sul tema, la nota: i) descrive questo prodotto e l’evoluzione del mercato negli scorsi anni nel mondo e in Italia, ii) valuta le caratteristiche e la rischiosità di chi ricorre al BNPL nel nostro paese usando principalmente sia i dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie (IBF) relativa al 2022 sia quelli dell’Indagine congiunturale sulle famiglie italiane (ICF) svolta all’inizio del 2025; iii) presenta, infine, alcune considerazioni in merito agli effetti della nuova direttiva sul credito ai consumatori (direttiva (UE) 2023/2225 – c.d. CCD2)[1], che include nel perimetro della regolamentazione anche gran parte del BNP.

2.    Il BNPL nel mondo e in Italia

Descrizione del BNPL ed evoluzione del mercato

Il BNPL consiste comunemente nella concessione di una dilazione di pagamento (di solito in 3-4 rate) a favore dei consumatori per acquisti di beni o servizi di importo relativamente contenuto. Si caratterizza di regola per la gratuità del servizio per il consumatore (i.e. assenza di interessi e/o costi, ad esclusione delle penali in caso di ritardo nei rimborsi) e per la rapidità della procedura, che può basarsi su una valutazione molto semplificata del merito creditizio del consumatore7.

Un’operazione di BNPL prevede generalmente il coinvolgimento di tre soggetti: il fornitore di beni o prestatore di servizi (di seguito “venditore”), il consumatore e l’intermediario finanziario. Quest’ultimo può concedere la dilazione di pagamento al consumatore; in alternativa, la dilazione è concessa direttamente dal venditore, che cede poi il credito all’intermediario finanziario[3]. Il venditore paga una commissione all’intermediario che si assume il rischio di credito[4]; in contropartita può ottenere un aumento del fatturato sia per un incremento della spesa media, sia per un ampliamento della platea dei clienti (Berg et al, 2024). Al fine di incoraggiare le vendite, le dilazioni di pagamento sono talvolta concesse direttamente dai venditori senza l’intervento di un. intermediario: la nuova direttiva sul credito ai consumatori (CCD2) ha incluso, a certe condizioni, anche questa fattispecie nel perimetro regolamentare.

Secondo le stime del Global Payment Report (2025), l’utilizzo del BNPL nel mondo è cresciuto negli scorsi anni sino a raggiungere un ammontare pari a 342 miliardi di dollari nel 2024 (285 miliardi nel 2022), il 5 per cento delle transazioni e-commerce (Figura 1)[2]. Negli Stati Uniti il peso del BNPL sulle transazioni in e-commerce è simile a quello mondiale (6 per cento), mentre in Europa l’utilizzo è in media più elevato (9 per cento). Il BNPL è molto diffuso in Germania e Svezia (rispettivamente 20 e 23 per cento delle transazioni in e-commerce) e in altri paesi nordici; è meno utilizzato nel Regno Unito (7 per cento), in Italia e in Francia (5 per cento).

 

Con riferimento all’Italia, secondo le stime dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano (2025) le transazioni effettuate con BNPL sono cresciute da 1 miliardo di euro nel 2021 a 9,9 miliardi nel 2025 (Figura 2). Negli scorsi anni la crescita ha riguardato soprattutto gli acquisti online, che sono diventati preponderanti (oltre tre quarti) sul totale delle transazioni regolate tramite BNPL; sono tuttavia aumentate anche le operazioni di BNPL nei negozi. In base ai dati del Politecnico, l’importo medio delle dilazioni di pagamento concesse è pari a poco più di 200 euro[1].

Vantaggi e rischi del BNPL

Il BNPL è apprezzato dai consumatori perché consente di distribuire una spesa nel tempo senza il pagamento di interessi, risultando quindi più conveniente rispetto alla carta di credito a rimborso rateale[2]. Tale forma di finanziamento è inoltre utilizzabile anche da parte di coloro che non hanno una storia creditizia lunga e solida e potrebbe quindi rappresentare uno strumento di inclusione finanziaria. La procedura di concessione risulta, inoltre, molto semplice e rapida, in quanto spesso si realizza una valutazione semplificata del merito creditizio; l’erogazione del servizio avviene infatti attraverso una procedura digitale (es. tramite app) integrata con lo strumento di pagamento (es. la carta), più agile rispetto a quella che solitamente caratterizza l’erogazione di credito al consumo. L’utilizzo del BNPL permetterebbe, infine, la raccolta di informazioni sulle abitudini di pagamento del consumatore utili agli intermediari per l’eventuale erogazione di un altro prestito.

D’altro canto, vi possono essere dei rischi per il consumatore che, assai meno frenato da vincoli di liquidità e spesso neppure consapevole di contrarre un debito, potrebbe indulgere negli acquisti e accumulare un numero elevato di dilazioni di pagamento che risultano poi difficili da ripagare, determinando quindi una crescita dell’indebitamento e dei ritardi nel rimborso, anche di altri finanziamenti contratti dal consumatore[3]. Inoltre, questo prodotto può presentare rischi connessi alla scarsa trasparenza delle condizioni contrattuali, in particolare relativamente alle penali per inadempimento della restituzione del credito. La non sistematica segnalazione alle società di informazione creditizia (SIC) private amplia anche le asimmetrie informative per gli intermediari finanziari circa il reale carico di indebitamento del potenziale cliente a cui offrire altre forme di credito[4]. Infine, poiché la valutazione del merito di credito è semplificata, chi concede la dilazione potrebbe non avere un quadro esatto della solvibilità del debitore, finendo per erogare un finanziamento a un soggetto non in grado di adempiere successivamente ai propri impegni finanziari.

Caratteristiche degli utilizzatori di BNPL e loro rischiosità negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei

Informazioni dettagliate sulle caratteristiche di chi fa ricorso al BNPL sono disponibili per gli Stati Uniti, dove in base a una survey della Federal Reserve di New York nel 2023 poco meno del 20 per cento degli intervistati ha fatto ricorso al BNPL (Aidala et al, 2023). Questa forma di finanziamento è usata più frequentemente da chi ha un reddito non elevato, un livello di istruzione non universitario, un basso credit-score, ha già altre forme di debito oppure non ha ottenuto interamente i finanziamenti che aveva chiesto e tra coloro che più frequentemente sono stati in ritardo di oltre 30 giorni nel rimborso di un pagamento nell’anno precedente (Figura A1 in Appendice)[5]. Risultati simili sono presentati in un’analisi della Consumer Financial Protection Board (Shupe et al, 2023[1]), che evidenzia, inoltre, come negli Stati Uniti tra gli individui che hanno una qualche forma di debito, coloro che ricorrono anche al BNPL sono più frequentemente in ritardo nel rimborso di un prestito (figura A2)[2]. Le analisi concludono che se da un lato il BNPL aiuta ad accrescere l’inclusione finanziaria, offrendo una forma di finanziamento di facile accesso e a costi molto bassi, dall’altro vi è il rischio che sia utilizzato in misura eccessiva da persone che già presentano delle fragilità finanziarie, contribuendo a un aumento del loro debito e delle difficoltà a ripagarlo.

Con riferimento all’Europa, usando un’indagine rappresentativa della popolazione condotta su 3000 individui, la Banca Centrale Irlandese illustra che, all’inizio 2024, il 24 per cento della popolazione aveva usato il BNPL nei dodici mesi precedenti; il ricorso alle dilazioni di pagamento aumenta tra gli individui a cui non è stato concesso credito, che sono in ritardo nel rimborso di debiti, che hanno un basso grado di educazione finanziaria o una eccessiva fiducia nelle loro conoscenze finanziarie (Jose and Kelly, 2025)[3]. Un recente studio della Financial Conduct Authority, basato sui dati forniti dai quattro maggiori fornitori di BNPL nel Regno Unito, evidenzia come, in media, chi fa ricorso a queste dilazioni di pagamento sia più giovane, abbia peggiori valutazioni del merito di credito, e più alti livelli di debito non garantito; gli utilizzatori di BNPL sono inoltre caratterizzati da una probabilità di incorrere in seri problemi finanziari pari al doppio rispetto alla popolazione nel suo complesso (Chan et al, 2025); nei mesi scorsi il Regno Unito ha regolamentato questa attività e le norme entreranno in vigore nel luglio del 2026. Infine, un’analisi della Banca Centrale Svedese (Svahn, 2023) si focalizza sui fornitori di BNPL, che nel paese includono molte banche, ed evidenzia che la loro redditività è andata progressivamente peggiorando e che ciò potrebbe avere ripercussioni sui depositi con cui queste banche si finanziano; una delle ragioni del peggioramento della redditività deriva dal crescente rischio di credito associato al BNPL. Infine, l’EBA nel Consumer Trends Report 2024/25 (EBA, marzo 2025) sottolinea che il tema più importante connesso a prodotti come il BNPL riguarda la inadeguata valutazione del merito di credito e la scarsa o tardiva informazione in merito alle condizioni contrattuali

 

3.    Caratteristiche e rischiosità di chi usa il BNPL in Italia: evidenze dalle

indagini della Banca d’Italia

In questa sezione della nota si analizzano le caratteristiche e, in particolare, la rischiosità e la fragilità finanziaria di chi utilizza il BNPL in Italia. A tal fine, sono state utilizzate le risposte a una domanda sull’uso delle dilazioni di pagamento introdotta sia nell’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane (IBF) sull’anno 2022, sia nell’Indagine congiunturale sulle famiglie italiane (ICF) condotta all’inizio del 2025[1]; alcune indicazioni sono state tratte anche dalla survey su un gruppo di operatori del settore, coordinata dal Dipartimento Vigilanza.

Le indagini presso le famiglie italiane

Sulla base delle indagini svolte presso le famiglie, dal 2022 all’inizio del 2025 la quota di nuclei familiari che ha fatto ricorso almeno qualche volta al BNPL è aumentata notevolmente, passando da poco più del 4 per cento a quasi il 30 per cento, anche se circa due terzi lo utilizza solo occasionalmente (Figura 3.a e Figura A.3)[2]. Le dilazioni di pagamento sono usate più frequentemente dai nuclei con un capofamiglia giovane (fino a 44 anni; Figura 3.b), con un discreto livello di istruzione (scuola superiore), residente al centro-sud o con un lavoro autonomo.

Con riferimento alle condizioni di reddito e di ricchezza degli utilizzatori del BNPL, le analisi mostrano che dal 2022 la platea si è ampliata coinvolgendo anche famiglie meno abbienti. Alla fine del 2022, in linea con le evidenze del Politecnico di Milano e di Crif, le dilazioni di pagamento venivano usate più frequentemente dalle famiglie con un reddito sopra la mediana o che non incontravano difficoltà a raggiungere la fine del mese con lo stipendio percepito (Figura A.4); inoltre chi usava il BNPL aveva attività finanziarie in misura simile rispetto a chi non ne faceva ricorso. Di contro, le risposte all’indagine condotta all’inizio del 2025 mostrano un uso diffuso anche tra le famiglie con un reddito limitato o che incontrano difficoltà a raggiungere la fine del mese con il reddito percepito; rispetto al 2022 è particolarmente evidente l’elevato aumento del numero di utilizzatori tra coloro che hanno scarse risorse patrimoniali (appartenenti al primo quinto di ricchezza; Figura 4).

L’uso del BNPL è, inoltre, molto più frequente tra i nuclei che hanno un debito per scopi di consumo: tra questi, quasi la metà ne hanno fatto ricorso, rispetto a un quinto tra coloro che non hanno contratto alcun debito. Il dato è in particolare guidato dalle famiglie che usano le carte di credito nella modalità a rimborso rateale (70 per cento; cfr. Figoli e Palazzo, 2025); la frequenza di utilizzo è inoltre particolarmente elevata tra le famiglie che hanno più debiti, in particolare finanziamenti per ottenere liquidità o per consolidare altri debiti, e tra coloro che sono in ritardo nel rimborso delle rate.

Un maggior ricorso al BNPL da parte delle famiglie con un debito per scopi di consumo, in particolare connesso all’uso della carta di credito a rimborso rateale, era già emerso dalle analisi sui dati dell’IBF sul 2022, che permette di avere più informazioni.

In quell’indagine si rileva anche un utilizzo più ampio della media fra coloro che hanno dichiarato di non aver ricevuto in tutto o in parte un prestito richiesto a un intermediario finanziario (21 per cento rispetto a circa l’8 per cento di coloro che hanno ricevuto quanto domandato)[1]. Infine, se da un lato tra le famiglie indebitate con un elevata incidenza del servizio del debito sul reddito (>30 per cento) non vi è una maggiore propensione all’uso del BNPL, dall’altro la frequenza di utilizzatori tra i nuclei che hanno difficoltà a ripagare la rata del debito è doppia rispetto a quella che si registra tra quelli senza difficoltà, un dato che viene confermato anche dalla rilevazione più recente Le evidenze delle analisi descrittive basate sui dati dell’ICF sono in gran parte confermate da una stima econometrica della probabilità di utilizzare il BNPL (cfr. tav. A1 in Appendice). A parità di altre condizioni, le famiglie con capofamiglia giovane (sotto i 44 anni di età) hanno una probabilità di oltre 20 punti percentuali più elevata di utilizzare il BNPL.Un aumento simile della probabilità si osserva anche tra le famiglie che hanno più di un debito e tra quelle che hanno un credito al consumo. La classe di reddito d’appartenenza non sembra avere un impatto sul ricorso alla dilazione di pagamento, mentre è rilevante non riuscire a risparmiare (con un aumento di 12,9 p.p.) e avere un patrimonio limitato (13,8 p.p.); un incremento analogo si osserva nel caso di capofamiglia in possesso di un diploma (11,9 p.p.).

L’analisi dei dati delle indagini sulle famiglie mostra un mercato in forte sviluppo che, similmente agli Stati Uniti e ad altri paesi europei, sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione finanziariamente più fragili o che hanno necessità di allentare tensioni nella gestione della propria liquidità.

Le indagini presso alcuni operatori

Ciò si riflette nella rischiosità di questa forma di credito: sulla base delle informazioni raccolte dalla Banca d’Italia presso alcuni principali operatori del settore, l’incidenza dei prestiti deteriorati sul totale riconducibile al BNPL (NPL ratio lordo) nel 2023 era pari a circa il 5 per cento, un livello che, seppur contenuto, è più elevato rispetto a quello riferito al complesso del credito al consumo (3,5 per cento).

La stessa indagine rileva che la procedura di selezione, benché semplificata, si riflette in un tasso medio di accettazione delle richieste di dilazione pari a circa il 70 per cento, un livello lievemente inferiore a quello osservato per il credito al consumo nel suo complesso (73 per cento nel 2023, elaborazione dai dati del CTC – Consorzio per la Tutela del Credito Scarl)[2]. I presidi specifici per l’identificazione tempestiva di possibili segnali di difficoltà o sovraindebitamento dei clienti sembrano non tenere sufficientemente in conto anche eventuali debiti contratti con altri intermediari: solo in pochi casi, infatti, la valutazione prevede la consultazione di segnalazioni raccolte dalle società di informazione creditizia

 

2.    La nuova Direttiva sul credito ai consumatori: possibili effetti sull’attività di BNPL

Gli obiettivi della nuova direttiva sul credito ai consumatori e le esenzioni previste

Prima del recepimento della direttiva CCD2, l’inquadramento giuridico dei modelli di BNPL non era univoco e dipendeva dalla struttura delle operazioni di finanziamento[1]. Gran parte dei crediti sotto forma di BNPL erano esclusi dall’ambito di applicazione delle norme sul credito al consumo della CCD[2], perché di importo inferiore a 200 euro, oppure perché non era previsto il pagamento di interessi o altre spese, o perché il credito doveva essere rimborsato entro tre mesi e comportava solo spese di entità trascurabile. Quando la dilazione di pagamento era concessa da un intermediario finanziario, erano tuttavia applicabili le tutele generali della disciplina della trasparenza bancaria; le regole di tutela della clientela previste dal TUB non trovavano invece applicazione quando la dilazione era concessa direttamente dal venditore e non da un intermediario.

Alla luce della crescente diffusione del BNPL e con l’obiettivo di tutelare il consumatore da pratiche irresponsabili in materia di concessione dei prestiti, nell’ambito della CCD2, il legislatore europeo ha esteso la disciplina del credito al consumo con l’obiettivo di ricomprendervi anche i prodotti di BNPL. Secondo la CCD2, questi “sono finanziamenti concessi da un creditore a un consumatore e dovrebbero pertanto essere inclusi nell’ambito di applicazione della direttiva”; tali crediti ricadono nella generale categoria delle “dilazioni di pagamento”.

Sono tuttavia escluse dall’applicazione della CCD2 le dilazioni di pagamento concesse direttamente dal venditore quando: 1) non vi sono terzi che offrano credito, come ad esempio nello schema di BNPL cd. “tripartito”, 2) il pagamento è interamente eseguito entro 50 giorni (dalla consegna della merce o dalla prestazione del servizio) e 3) il consumatore non paga interessi o altre spese (fatta eccezione per eventuali oneri limitati da pagare in caso di ritardi di pagamento, ad es. gli interessi di mora). Quando i venditori sono società Big-tech che operano online, le condizioni per beneficiare dell’esenzione sono ancora più restrittive: la durata della dilazione non deve superare i 14 giorni e il credito non può essere ceduto a un intermediario finanziario[3]. In tutti i casi di dilazione che non rientrino nelle esclusioni sopra menzionate, si applicano al finanziatore (sia esso un intermediario finanziario o un merchant) le norme sul credito ai consumatori.

In considerazione delle caratteristiche del mercato nazionale e con l’obiettivo di evitare elusioni delle norme di tutela dei consumatori, il legislatore italiano ha previsto che anche quando la dilazione di pagamento non sia soggetta a CCD2, ma venga offerta direttamente dal fornitore di beni o prestatore di servizi, sulla base di convenzioni che

prevedano la cessione del credito pro-soluto (contestuale o successiva alla dilazione) a un terzo finanziatore, si applicano le norme sul credito al consumo.

 

Possibili effetti della nuova direttiva sugli operatori finanziari e sui consumatori

Con il recepimento della nuova direttiva sul credito ai consumatori, la relativa disciplina sarà applicata a tutte le dilazioni di pagamento concesse da un intermediario finanziario al consumatore e anche a quelle concesse direttamente dai venditori che non soddisfano le condizioni di esclusione.

Per le operazioni di BNPL comprese nel perimetro della direttiva varranno le norme sulla valutazione del merito di credito applicate per le operazioni di credito al consumo. Ciò avrà delle conseguenze positive per i consumatori, ai quali saranno garantiti diritti e presidi di trasparenza e una valutazione più accurata della loro situazione finanziaria che tenderà a ridurre i rischi di sovraindebitamento. Tale valutazione dovrà essere effettuata tenendo conto di tutti i fattori che potrebbero influenzare la capacità di rimborso del credito, tra cui il reddito e le spese del consumatore, e dovrà basarsi su informazioni riguardanti la situazione economico-finanziaria che siano necessarie e proporzionate rispetto alla natura, alla durata, al valore e ai rischi del credito per il consumatore.

L’applicazione di regole di trasparenza più stringenti relative all’informativa precontrattuale e contrattuale creeranno, inoltre, nel consumatore una maggiore consapevolezza sul fatto che ricorrere al BNPL significa contrarre un debito, e sugli eventuali costi ad esso applicabili (anche solo potenziali, in caso di inadempimento).

Come già detto, per molto tempo la maggior parte delle operazioni di BNPL non sono state segnalate neppure alle più importanti società di informazione creditizia (SIC). Ciò accresce le asimmetrie informative degli intermediari finanziari, che non conoscono il reale carico di indebitamento del cliente quando devono concedere un nuovo prestito, e può contribuire a creare i presupposti per una concessione troppo ampia di finanziamenti che poi il consumatore potrebbe non essere in grado di rimborsare. La CCD2 non contiene norme specifiche sulle modalità di segnalazione alle banche dati, ma prevede che al fine di valutare lo status creditizio di un consumatore il creditore debba anche consultare le banche dati relative ai crediti, ove necessario[1].

Un recente rapporto di Accis (2024), un’associazione a cui partecipano oltre 50 agenzie di credit rating in Europa (Crif ed Experian per l’Italia) e con affiliati in tutto il mondo, rileva come queste agenzie e gli operatori di BNPL abbiano iniziato a lavorare insieme in diversi stati membri dell’Unione Europea.

Possibili effetti della nuova direttiva sugli sviluppi del mercato

In questa sezione si tratteggiano possibili sviluppi del mercato, principalmente connessi ai maggiori oneri regolamentari che la nuova disciplina comporta per gli operatori di BNPL a fronte di più stringenti condizioni di trasparenza e di valutazioni più accurate del merito del credito a vantaggio dei consumatori[2]. Tali oneri, se traslati sul consumatore, potrebbero ridurne in parte la convenienza rispetto ad altre forme di credito al consumo, oltre a poter rallentare il processo di acquisto. Al contempo, i maggiori costi regolamentari per gli intermediari potrebbero condurre a un consolidamento dell’offerta, riducendo il numero di soggetti che offrono queste dilazioni. A fronte di questi più elevati oneri regolamentari, gli operatori finanziari potranno tuttavia utilizzare l’infrastruttura tecnologica messa a punto per i prodotti di BNPL per concedere anche altre forme di credito ai consumatori, di durata e importo maggiori e che prevedano interessi.

Un possibile effetto negativo sullo sviluppo del mercato sarebbe potuto derivare dall’imposta di bollo di 16 euro, prevista in Italia per tutti i contratti di credito al consumo. La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha tuttavia modificato la norma tributaria prevedendo che siano esclusi dall’applicazione del bollo i contratti di credito di importo inferiore a 200 euro, quelli nei quali è escluso il pagamento di interessi o di altri oneri e quelli a fronte dei quali il consumatore è tenuto a corrispondere esclusivamente commissioni per un importo non significativo se il rimborso deve avvenire entro tre mesi dall’utilizzo delle somme. Pertanto, sul modello classico di BNPL di piccolo importo, gratuito o da rimborsarsi entro tre mesi non vi sarà tale imposizione fiscale indiretta.

Va infine considerato che il perimetro di esclusione dalla CCD2 per le società Big-tech che operano online è molto ridotto: tutte le dilazioni da loro concesse direttamente con durata superiore ai 14 giorni sono assoggettate alla direttiva. Esse sarebbero quindi pressoché sempre soggette alla regolamentazione sul credito al consumo quando concedono direttamente le dilazioni di pagamento. È dunque possibile che, per offrire BNPL, questa tipologia di soggetti commerciali sceglierà di avvalersi di intermediari finanziari al fine di svolgere una valutazione accurata del merito di credito degli utilizzatori.

Nel complesso, l’applicazione della nuova direttiva sul credito ai consumatori potrà quindi avere effetti positivi per la tutela degli stessi e per la rischiosità del credito.

2.    Conclusioni 

Il mercato del BNPL è notevolmente cresciuto negli scorsi anni nel mondo e in Italia. In questa nota sono state usate le evidenze tratte dalle indagini della Banca d’Italia sulle famiglie per valutare le caratteristiche di chi ricorre a questa forma di finanziamento e la relativa rischiosità.

Ne è emerso un quadro che richiede attenzione. Come in molti altri paesi, gli utilizzatori del BNPL sono più frequentemente giovani. Similmente agli Stati Uniti e ad altri paesi europei per cui si hanno informazioni, questa forma di finanziamento sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione finanziariamente più fragili, con un reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate, in particolare per scopi di consumo o per consolidare altre forme di debito. Il ricorso al BNPL è infine molto elevato tra coloro che sono in ritardo nel rimborso dei propri debiti. Dall’indagine svolta dalla Banca d’Italia su un sottoinsieme di operatori, si stima infine per il 2023 una quota di crediti deteriorati in essere per questa forma di finanziamento più alta di quella relativa al credito al consumo nel suo complesso (5 per cento rispetto al 3,5 del totale).

La gran parte delle operazioni di BNPL sarà inclusa nella nuova direttiva sul credito ai consumatori (CCD2), che a seguito del completamento del processo di recepimento sarà applicata a tutte le dilazioni di pagamento concesse da un intermediario finanziario al consumatore e a quelle accordate dai venditori che non soddisfano le condizioni di esclusione dal perimetro della direttiva. Ciò implicherà, tra l’altro, oltre che il rispetto di regole di trasparenza più stringenti relative all’informativa precontrattuale e contrattuale, una più accurata procedura di valutazione del merito di credito da parte di chi concede la dilazione, presidi che dovrebbero ridurre il rischio di sovraindebitamento e l’insorgere di difficoltà di rimborso. Alla luce della sostenuta crescita di questo mercato, l’applicazione della CCD2 potrà quindi avere effetti positivi per la tutela dei consumatori e per la rischiosità del credito,

 
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