venerdì 6 Febbraio 2026

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per l’esame dei dati preliminari relativi all’esercizio appena trascorso.

Buzzi: fatturato 2025 a 4,5 miliardi (+4,8%)

Nel corso dell’anno l’economia globale ha registrato una moderata crescita (+3,2%), nonostante le tensioni e le incertezze geopolitiche abbiano penalizzato gli investimenti e rallentato il commercio internazionale. L’inflazione si è confermata in riduzione, pur mantenendosi elevata, specialmente nel settore dei servizi. Nel complesso, le prospettive macroeconomiche restano positive ma esposte a rischi significativi, legati all’evoluzione delle tensioni geopolitiche, all’incertezza delle dinamiche commerciali e alla volatilità dei prezzi energetici e delle materie prime.

Negli Stati Uniti, la crescita del PIL è stata sostenuta principalmente dalla domanda interna, con un forte contributo dei consumi delle famiglie e, in misura minore, da alcuni componenti della spesa pubblica. Tuttavia, il ritmo complessivo della crescita ha rallentato rispetto agli anni precedenti, con investimenti privati eterogenei tra i diversi settori. La disinflazione è proseguita nel corso dell’anno, pur con alcune pressioni al rialzo dei prezzi in settori specifici.

Nell’area euro, nonostante la domanda interna si sia confermata stabile, la debolezza della produzione industriale e conseguentemente degli investimenti delle imprese, hanno rallentato l’attività economica.

In Italia, il PIL è cresciuto moderatamente nel 2025, penalizzato dal rallentamento nella manifattura e nei servizi, oltre che dalla debolezza dei consumi privati e degli investimenti, che risentono ancora di un elevato costo del capitale.

Riguardo alle economie emergenti in cui il gruppo opera, come Brasile e Messico, la crescita è stata moderata, sostenuta principalmente dalla domanda interna, mentre, in entrambi i paesi, l’inflazione rimane intorno al 4%. Negli Emirati Arabi Uniti, lo sviluppo registrato dal settore turistico e delle costruzioni ha ulteriormente rafforzato l’economia.

Le principali banche centrali hanno adottato un approccio prudente, calibrando le proprie decisioni in funzione dell’evoluzione dell’inflazione e delle prospettive di crescita. La Federal Reserve ha avviato un graduale processo di allentamento, riducendo il tasso sui federal funds fino alla fascia 3,50–3,75% nella riunione di dicembre. La Banca Centrale Europea ha seguito una linea più cauta: dopo una serie di tagli nel primo semestre, ha mantenuto invariati i tassi di riferimento nella seconda parte dell’anno, ribadendo l’obiettivo di riportare l’inflazione stabilmente in prossimità del 2% nel medio termine. Nelle economie emergenti, la Banca centrale del Messico ha proseguito un ciclo di allentamento monetario graduale, riducendo più volte il tasso di riferimento nel corso dell’anno, mentre la Banca centrale del Brasile ha mantenuto un orientamento restrittivo, con tassi elevati, al fine di contrastare le persistenti pressioni inflazionistiche.

Nel corso del 2025, il perimetro di consolidamento del gruppo ha subito alcune variazioni significative. A gennaio, si è data esecuzione all’accordo di partnership strategica in Alpe-Adria con il gruppo austriaco Wietersdorfer, attraverso la vendita della cementeria di Fanna (PN) ad Alpacem Zement Italia e la contestuale sottoscrizione di un aumento di capitale per acquisire una partecipazione del 25% in Alpacem Zement Austria. In maggio, il gruppo ha ampliato la propria presenza internazionale con l’acquisizione di una quota di controllo in Gulf Cement Company, società con sede a Ras Al Kaimah (UAE), che produce cemento sia per il mercato interno degli Emirati Arabi che per l’esportazione. In tale contesto, i volumi di vendita di cemento e calcestruzzo hanno registrato un andamento positivo rispetto all’anno precedente, in particolare includendo i cambiamenti di perimetro avvenuti in corso d’anno.

Le vendite di cemento del gruppo per l’intero 2025 si sono attestate a 31,9 milioni di tonnellate, registrando una crescita del 21,2% rispetto all’esercizio 2024, Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato pari a 9,9 milioni di metri cubi, risultano anch’esse superiori rispetto ai volumi dell’anno scorso (1,8%). I volumi di vendita e le variazioni del perimetro di consolidamento hanno contribuito positivamente al giro d’affari (+233,1 milioni), mentre le fluttuazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto negativo di 50,7 milioni. A parità di cambio e perimetro di consolidamento, i ricavi netti sarebbero aumentati dello 0,5%.

La tabella seguente illustra la ripartizione del fatturato per mercati di presenza.

milioni di euro Gen-Dic 2025 Gen-Dic 2024 ∆ % ∆ % lfl
Italia 790,9 818,0 -3,3 +2,1
Stati Uniti d’America 1.605,8 1.726,8 -7,0 -2,9
Germania 801,2 792,3 +1,1 +1,1
Lussemburgo e Paesi Bassi 196,8 183,0 +7,5 +9,0
Polonia 196,0 173,7 +12,8 +11,1
Rep. Ceca e Slovacchia 221,3 208,5 +6,1 +4,4
Brasile 363,0 85,8 n.s. n.s.
Emirati Arabi Uniti 85,5 n.s. n.s.
Ucraina 71,3 n.s. n.s.
Russia 303,1 294,0 +3,1 -3,1
Elisioni (44,8) (40,5)
4.518,8 4.313,0 +4,8 +0,5
Messico (100%) 940,4 998,3 -5,8 +2,9

 

La posizione finanziaria netta a fine esercizio 2025, comprese le attività finanziarie a lungo termine, risulta positiva e ammonta a 1.130,9 milioni, in aumento rispetto ai 755,2 milioni di fine 2024.
In considerazione di tale rafforzamento, la società ha deciso di non dare corso all’emissione del prestito obbligazionario deliberato in agosto, facendo fronte alle esigenze operative e d’investimento tramite risorse proprie.

Italia
Nel 2025, l’economia italiana è cresciuta in modo contenuto, con un aumento del PIL stimato intorno allo 0,4 %, dopo una contrazione nel secondo trimestre e una fase di stabilità nel terzo. La dinamica di crescita è stata sostenuta principalmente dagli investimenti, in particolare nelle infrastrutture finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mentre gli investimenti residenziali hanno continuato a evidenziare una tendenza negativa.
In tale contesto, i volumi di cemento, tenuto conto del cambiamento di perimetro, sono risultati sostanzialmente stabili su base annua, mentre i prezzi di vendita hanno mostrato un’evoluzione positiva rispetto al 2024. Il segmento del calcestruzzo ha evidenziato volumi e prezzi in leggera crescita. Il fatturato del gruppo in Italia ha raggiunto 790,9 milioni di euro risultando sostanzialmente in linea con il 2024, a parità di perimetro di consolidamento.

Stati Uniti d’America
L’economia statunitense ha continuato ad espandersi, sebbene a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti, con un aumento del PIL stimato intorno all’1,8% su base annua. Nel settore delle costruzioni, la spesa complessiva si è mantenuta su buoni livelli, sostenuta dai comparti infrastrutture e non residenziale, al netto del rallentamento nel residenziale.
I volumi di vendita del cemento, dopo una prima parte dell’anno in decisa contrazione, influenzata sia dalla debole domanda che dalle avverse condizioni meteo, hanno mostrato segnali di ripresa nel corso del secondo semestre, chiudendo il 2025 a un livello leggermente inferiore rispetto al 2024. I prezzi di vendita del cemento, stabili nella prima parte dell’anno, si sono leggermente contratti nei mesi finali. Nel segmento del calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in Texas, i volumi di vendita hanno confermato la debolezza già rilevata in avvio d’anno. Il fatturato complessivo si è pertanto attestato a 1.605,8 milioni in diminuzione di 121,1 milioni (-7,0%) rispetto all’esercizio precedente, risentendo in modo significativo dell’effetto svalutazione del dollaro (-4,4%). A parità di tassi di cambio, la contrazione si sarebbe infatti limitata al -2,9%.

Europa Centrale
Germania
L’economia tedesca ha registrato una fase di stagnazione, con un PIL che ha segnato +0,2 %, dopo due anni di contrazione. Nonostante le deboli esportazioni, la spesa pubblica ha sostenuto consumi e investimenti, in particolare quelli non residenziali e infrastrutturali. Gli investimenti privati e nel settore immobiliare sono diminuiti, frenati dall’incertezza economica.
Il gruppo ha chiuso l’esercizio 2025 registrando una crescita dei volumi sia di cemento che di calcestruzzo, confermando segnali di recupero dopo il rallentamento osservato in avvio d’anno. I prezzi, invece, hanno mostrato una flessione rispetto all’esercizio precedente. In questo quadro, il fatturato totale è stato pari a 801,2 milioni di euro, in aumento del 1,1% rispetto ai 792,3 milioni del 2024.

Lussemburgo e Paesi Bassi
Nel 2025 le economie dei Paesi Bassi e del Lussemburgo hanno continuato a crescere in modo moderato, con il PIL dei Paesi Bassi stimato intorno al +1,7 % e quello del Lussemburgo al +0,9 %, sostenuti principalmente dai consumi delle famiglie e dalla spesa pubblica, mentre gli investimenti complessivi restano deboli. Nel comparto delle costruzioni, l’attività è cresciuta nei Paesi Bassi grazie ai progetti infrastrutturali, mentre in Lussemburgo ha beneficiato degli investimenti pubblici ma con una dinamica più contenuta legata alla domanda interna.
In entrambi i Paesi il gruppo ha registrato un incremento nei volumi di vendita di cemento. In Lussemburgo, a fronte di una domanda domestica ancora debole, la performance è stata sostenuta dalla espansione dell’export. Nei Paesi Bassi, i volumi di calcestruzzo sono aumentati rispetto al 2024. I prezzi di vendita hanno mostrato una lieve flessione su base annua; tuttavia, l’incremento dei volumi ha sostenuto la crescita del fatturato, che si è attestato a 196,8 milioni, in progresso rispetto ai 183,0 milioni dell’anno precedente.

Europa Orientale
Polonia
L’economia polacca è cresciuta del 3,2 %, sostenuta principalmente dai consumi privati e dagli investimenti pubblici. La domanda interna ha continuato a trainare la crescita, mentre il contributo netto del commercio estero è rimasto negativo. Il settore delle costruzioni ha beneficiato di una crescita significativa, alimentata dagli investimenti destinati alla ricostruzione delle aree colpite dalle esondazioni del 2024 nel sud-ovest del paese, oltre che dalle spese nei settori energetico e infrastrutturale.
In questo contesto, l’andamento delle consegne di cemento, dopo un primo semestre in netto rafforzamento, ha rallentato nei trimestri successivi, restando comunque favorevole. I prezzi di vendita hanno mostrato una leggera compressione, attribuibile a un contesto di forte concorrenza legata alle importazioni. Nell’esercizio 2024 i volumi di calcestruzzo hanno mostrato una lieve contrazione, mentre i prezzi hanno registrato un aumento rispetto all’anno precedente. I ricavi hanno raggiunto 196,0 milioni di euro, segnando un incremento del 12,8% su base annua; a parità di tassi di cambio (+1,5%), il giro d’affari avrebbe evidenziato una crescita del 11,1%.

Repubblica Ceca
Nel 2025 l’economia è cresciuta del 2,4%, sostenuta principalmente dalla domanda interna e dagli investimenti, con una spinta significativa proveniente dal settore costruzioni, in tutti i suoi comparti, che si conferma fra i principali motori di crescita nel medio periodo.
Il gruppo ha registrato un aumento dei volumi di vendita di cemento, trainato principalmente dalla crescita della domanda domestica, che ha compensato il calo delle esportazioni. Anche il calcestruzzo preconfezionato ha evidenziato un incremento dei volumi, beneficiando dell’entrata in funzione di due nuove centrali di betonaggio e di un mercato positivo, sostenuto da grandi opere soprattutto nell’area di Praga e in Boemia. I prezzi hanno chiuso in lieve aumento anno su anno. Di conseguenza, il fatturato del gruppo ha raggiunto 221,3 milioni, registrando una crescita del 6,1% rispetto all’esercizio 2024. A parità di cambio (+1,7%) i ricavi si attesterebbero a 217,6 milioni di euro.

Brasile
Nel 2025 l’economia brasiliana è cresciuta a un ritmo moderato. Il settore delle costruzioni ha consolidato la tendenza positiva degli anni precedenti, sostenuto sia dagli investimenti pubblici che privati.
In tale contesto, le vendite di leganti idraulici del gruppo hanno mostrato una dinamica crescente in corso d’anno, sia in termini di volumi sia di prezzi, beneficiando di condizioni di mercato nel complesso favorevoli. Nel periodo in esame il fatturato è stato pari a 363,0 milioni, evidenziando una flessione del 2,9% nel confronto pro-forma con l’esercizio precedente. Al netto dell’effetto dovuto alle oscillazioni del tasso di cambio (-1,4%), il fatturato sarebbe risultato pari a 368,1 milioni.

Emirati Arabi Uniti
Nel 2025 l’economia degli Emirati Arabi Uniti è cresciuta del 4,8 %, sostenuta sia dalla buona dinamica dei settori non petroliferi, tra cui turismo, servizi e costruzioni, sia dalla ripresa della produzione di idrocarburi. Il settore delle costruzioni ha continuato a contribuire significativamente alla crescita, trainato da infrastrutture e grandi progetti immobiliari.
Le attività del gruppo, entrate nel perimetro di consolidamento a partire da maggio 2025, con l’acquisizione di Gulf Cement Company, hanno beneficiato della forte espansione della domanda domestica: i volumi di vendita sono cresciuti visibilmente, unitamente al miglioramento dei prezzi. Nel periodo da maggio a dicembre, il fatturato complessivo generato nel paese ha raggiunto gli 85,5 milioni.

Russia
La congiuntura economica del Paese ha continuato a rallentare rispetto agli anni precedenti, con una crescita del PIL stimata allo 0,8 % nel 2025.
Le nostre consegne di cemento hanno registrato una flessione rispetto all’anno precedente, con un rallentamento più marcato nella parte finale dell’anno. I prezzi hanno mostrato un andamento positivo nel primo trimestre, per poi entrare in una progressiva fase di contrazione, pur risultando nel complesso in aumento su base annua rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato si è attestato a 303,1 milioni, in aumento (+3,1%) rispetto ai 294,0 milioni dell’esercizio 2024. Il cambio (+6,1%) ha contribuito positivamente alla conversione dei risultati in euro; a tassi costanti, i ricavi avrebbero registrato una flessione del 3,1%.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
L’economia messicana ha registrato una contrazione del PIL nel terzo trimestre dell’anno rispetto all’inizio del periodo, evidenziando un rallentamento dell’attività economica che si stima sia proseguito anche nei mesi successivi. Il settore delle costruzioni continua a mostrare segnali di fragilità, penalizzato dalla riduzione degli investimenti infrastrutturali e dal rallentamento dei progetti privati.
Alla luce del quadro operativo del periodo, la nostra collegata ha chiuso l’anno con una lieve flessione dei volumi di cemento e calcestruzzo, nonostante il recupero registrato negli ultimi mesi dell’esercizio. I prezzi hanno invece evidenziato un moderato aumento rispetto al 2024. Considerando il 100% della joint venture, i ricavi hanno raggiunto i 940,4 milioni, in contrazione del 5,8% su base annua. L’andamento sfavorevole dei cambi (-9,3%) ha inciso negativamente sulla conversione dei risultati in euro; a parità di tassi di cambio, il fatturato dell’esercizio sarebbe stato pari a 1.027,6 milioni (+2,9%).

Pre-chiusura 2025
Nel 2025 la domanda nei principali mercati di presenza ha evidenziato un andamento eterogeneo. In Italia la stabilità del mercato domestico ha consentito di confermare i livelli di consegna mentre negli Stati Uniti la ripresa dei volumi nella seconda parte dell’anno non è stata sufficiente a riportare il consumo sui livelli dell’anno precedente. In Europa centrale si sono registrati segnali di miglioramento rispetto al 2024, con volumi in crescita in Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi, mentre in Europa orientale l’incremento dei volumi, particolarmente significativo nella prima parte dell’anno, ha successivamente rallentato pur mantenendo un andamento positivo. Le attività del Brasile hanno registrato un aumento dei volumi, mentre il mercato messicano ha continuato a evidenziare una qualche contrazione delle vendite.
Nel corso dell’esercizio, le operazioni strategiche hanno contribuito a rafforzare il nostro profilo aziendale, con la cessione della cementeria di Fanna nel mese di febbraio e l’acquisizione, a maggio, di una quota di controllo in Gulf Cement Company negli Emirati Arabi Uniti. Sulla base delle informazioni preliminari attualmente disponibili, prevediamo che l’esercizio 2025 possa chiudersi con un margine operativo lordo ricorrente pari a circa 1.230 milioni di euro, nella fascia alta dell’intervallo comunicato nel mese di novembre. Tuttavia, su base omogenea, il margine operativo lordo ricorrente è atteso in calo di circa il 6%.

 

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