I dati del Corruption Perceptions Index 2025 pubblicati da Transparency International confermano le difficoltà strutturali dell’Italia sul fronte della trasparenza e dell’integrità pubblica, con il Paese ancora sotto la media europea e distante dagli standard dei sistemi più avanzati.
Corruzione, Fedapi: “CPI 2025 conferma ritardi Italia, ma ok Camera su legge-lobby segna svolta attesa”
In questo contesto, secondo FedAPI, l’approvazione alla Camera della normativa sulla rappresentanza di interessi (lobby) rappresenta un passaggio politico di rilievo.
«Il CPI 2025 ci restituisce una fotografia chiara: la corruzione resta un freno alla competitività e alla fiducia – dichiara Pietro Vivone, presidente di FedAPI –. Proprio per questo il voto della Camera sulla legge sulla lobby è un segnale importante: introduce regole, tracciabilità e responsabilità in un ambito che per troppo tempo è rimasto opaco».
FedAPI sottolinea come la regolazione della rappresentanza di interessi sia un elemento comune ai Paesi che guidano le classifiche internazionali sulla trasparenza. «Dove il confronto tra interessi è disciplinato e pubblico, la corruzione arretra e la qualità delle decisioni migliora», aggiunge Vivone.
La nuova normativa si inserisce inoltre nel quadro delineato dal Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2026–2028 adottato da ANAC, che rafforza l’approccio preventivo e sistemico al fenomeno corruttivo. Su questo fronte, il Centro Studi FedAPI è impegnato in attività di analisi e approfondimento tecnico, in raccordo con le iniziative conoscitive dell’Autorità.
«Ora – conclude Vivone – è fondamentale completare rapidamente l’iter parlamentare e rendere la legge pienamente operativa. La trasparenza non è un costo per
le imprese sane, ma una condizione essenziale per uno sviluppo economico equo e competitivo. Il CPI 2025 è un campanello d’allarme; la legge sulla lobby può essere uno degli strumenti concreti per invertire la rotta».