mercoledì 4 Febbraio 2026

Sono stati resi noti oggi i risultati al 31 dicembre 2025 di Crédit Agricole Italia, che dimostrano la capacità di generare risultati positivi nel tempo.

Crédit Agricole Italia, nel 2025 utile netto stabile a 797 milioni

L’Amministratore Delegato e Senior Country Officer Hugues Brasseur commenta:
“Concludiamo un 2025 dai risultati positivi, raggiunti grazie al contributo fondamentale di tutte le nostre colleghe e i nostri colleghi. L’Italia si conferma un mercato chiave del Gruppo Crédit Agricole, con oltre 6 milioni di clienti e contribuendo con 1,1 miliardi all’utile netto del Gruppo. Questi risultati si confermano in linea con le sfide del PMT di Gruppo ACT 2028, un progetto di crescita che valorizza le eccellenze di tutte le linee di business, in un disegno strategico coerente e coeso.
In questo contesto, Crédit Agricole Italia, con un modello di business diversificato ed orientato al supporto della clientela, ha generato un utile netto di 797 milioni di euro, oltre 3 miliardi di proventi e 11 miliardi di nuovi finanziamenti, confermando la capacità di generare una redditività solida in continuità con gli anni precedenti.”

 

Sostegno a imprese e famiglie

Grazie all’efficacia di una strategia commerciale concreta e coerente, Crédit Agricole Italia ha rafforzato ulteriormente il proprio impegno al fianco di famiglie e imprese. Attraverso un’ampia offerta di soluzioni specialistiche e grazie alle forti sinergie con tutte le società del Gruppo presenti in Italia, l’attività commerciale ha conseguito performance positive su tutte le linee di business, adattandosi al contesto di mercato in continua evoluzione:

  • confermato il primo posto tra le banche universali in Italia per Indice di Raccomandazione Clientela (IRC), con il trend di eccellenza orientato al miglioramento dell’esperienza del cliente attraverso iniziative mirate;
  • progressivo avanzamento dell’attività di acquisition: la crescita della base clientela ha raggiunto le 212 mila nuove unità (+13% a/a), grazie all’apporto significativo del canale digitale, stabilmente al 40%;
  • le erogazioni di mutui residenziali superano i 4,2 miliardi di euro, consolidando il trend di crescita costante lungo tutto l’arco del 2025 (+3% a/a), con un importante incremento nel quarto trimestre (+6% T4/T3);
  • la quota di operazioni finalizzate all’acquisto di abitazioni in classe energetica A e B raggiunge la soglia del 30%, in aumento nel confronto annuo (27% a dic-24), ribadendo l’attenzione ed il sostegno attivo del Gruppo alla transizione energetica delle famiglie;
  • oltre 4,7 miliardi di euro di nuovi finanziamenti alle imprese, con lo stock complessivo che supera i 19,6 miliardi di euro. Presidio costante alla sostenibilità che rappresenta il 34% del totale erogato;
  • i collocamenti di prodotti Wealth Management superano i 13 miliardi di euro, registrando un incremento del +12% a/a, con contributo positivo di tutte le asset class. Robusta anche la dinamica dei flussi netti che si attestano a +1,8 miliardi di euro;
  • marcata continuità nella crescita dei premi delle polizze ramo danni (+9% a/a), che beneficiano dell’accesso digitale e del potenziamento dei servizi di consulenza assicurativa.

 

Resta centrale il supporto del Gruppo verso il sistema agroalimentare, promosso anche attraverso partnership strategiche con istituzioni e player tecnici di rilievo, con oltre 1,1 miliardi di euro di erogazioni (+13% a/a) ed uno stock complessivo di impieghi pari a 3,4 miliardi di euro. L’offerta in consulenza specializzata e di supply chain finance si è arricchita con la partecipazione in qualità di investitore a Novagria Ventures (CDP Venture Capital), iniziativa per il venture building della filiera agroalimentare, con lo scopo di sviluppare nuove realtà innovative.

Offerta Digitale

Il digitale e l’innovazione continuano a dare un contributo rilevante alla crescita di Crédit Agricole Italia, proseguendo il trend positivo degli ultimi anni sia per quanto riguarda l’acquisizione online di nuovi clienti che la loro digitalizzazione.

L’acquisition digitale sostiene l’ingresso di nuovi clienti generando il 40% del totale Gruppo, dimostrando particolare appeal all’interno del target under 35 anni (che rappresenta il 55% dei conti aperti in digitale). Cresce la quota di clienti digitalizzati (che si attesta all’88%), dei clienti attivi sui canali online (66%) e delle transazioni effettuate in digitale (complessivamente pari a circa il 92%).

Andamento economico e finanziario

La dinamica dei proventi si mantiene complessivamente resiliente, registrando una lieve contrazione del -0,6% su base annua, a fronte di una crescita del +0,6% nel quarto trimestre (T4/T4). L’andamento riflette principalmente la normalizzazione del margine di interesse (-5,2% a/a; -3,8% T4/T4), che ha tuttavia mantenuto una traiettoria stabile su base trimestrale nel corso dell’esercizio, come evidenziato dalla variazione positiva dell’ultimo trimestre (+0,3% T4/T3). La tenuta dei ricavi è stata sostenuta dalla solida crescita delle commissioni nette (+5,3% a/a; +13,1% T4/T4), trainate in particolare dal comparto relativo ad “attività di gestione, intermediazione e consulenza” (+8,3% a/a) nonché dal dinamico apporto dell’attività di collocamento.

Gli oneri operativi ordinari registrano un calo del -1,4% a/a4,5, riconducibile sia alle azioni di ottimizzazione degli organici, che ha permesso di ridurre la base costi relativa al personale (-0,6% a/a4), sia al progressivo processo di efficientamento strutturale che ha consentito una contrazione dell’aggregato Spese Amministrative e Ammortamenti (-2,9% a/a5), nonostante la realizzazione di importanti investimenti IT legati all’attuazione del nuovo piano a medio-lungo termine. Tali risultati non includono il versamento ai fondi sistemici e la componente straordinaria di -81 milioni di euro, contabilizzata nel quarto trimestre, relativa al Fondo di Solidarietà che sarà avviato nel 2026, in conformità con il Piano ACT 2028.

Per effetto dell’andamento di proventi e oneri ordinari, il risultato operativo lordo registra una sostanziale stabilità (+0,1%4,5), con rapporto cost/income al 51,1%4,5.

Le rettifiche nette su crediti evidenziano una contrazione su base annua del -6,9%, con il costo del credito – espresso in punti base – che si attesta a 34 bps, in diminuzione di -3 bps rispetto al dato di dicembre 2024. Il progressivo e costante miglioramento della qualità degli attivi, supportato da un’efficace gestione dei rischi, trova riscontro nella riduzione dello stock di crediti deteriorati netti (-13,2% vs dic-24), ad un ritmo più che doppio rispetto al mercato (-5,1% nov-25 vs dic-247). L’efficacia della strategia è confermata anche dal contenimento dei flussi a default, con un tasso inferiore allo 0,8%.

 

In calo l’NPE ratio lordo, sceso al 2,6% (vs 2,7% dic-24), e l’NPE ratio netto, attestatosi all’1,1% (vs 1,3% dic-24); contestualmente, il coverage ratio del portafoglio non performing è salito al 59,4%, segnando un incremento rispetto al valore di dicembre 2024 (53,7%).

La patrimonializzazione permane solida: Common Equity Tier 1 Fully Loaded Total Capital Ratio si attestano, rispettivamente, a 13,4%6 e 17,7%6, mantenendo un buffer ampiamente superiore rispetto ai requisiti minimi assegnati dalla BCE.

Ampi livelli di liquidità con LCR pari al 161% e NSFR >125%6.

Dinamiche dei volumi:

  • finanziamenti verso clientela2 si attestano a 67 miliardi di euro. L’aggregato mostra un aumento del +1,6% vs dic-24, in linea al sistema bancario7, grazie soprattutto alla performance del comparto mutui casa (+3% a/a) supportata da un’attività di origination particolarmente dinamica. Progressivo consolidamento della quota di mercato al 7,6%8;
  • il risparmio gestito cresce del +6,1% nel confronto con il fine anno precedente, superando i 57 miliardi di euro. Il costante sentiero di espansione beneficia di collocamenti in incremento su ogni comparto: robusto lo sviluppo dell’aggregato “fondi comuni e gestioni patrimoniali”, in salita del +9,9% vs dic-24, accompagnato da una componente bancassurance in netta ripresa (+2,3% vs dic-24). Confermato il forte dinamismo della raccolta amministrata che cresce del +14,7% rispetto a fine 2024.
  • la raccolta diretta ammonta a 79 miliardi di euro, segnando un aumento del +1,8% vs dic-24, simile a quello registrato dal mercato7.

A seguito dell’azione sul rating Sovrano italiano di novembre, Moody’s ha migliorato il merito creditizio di Crédit Agricole Italia, incrementando l’Adjusted Baseline Credit Assessment – che integra il potenziale sostegno della capogruppo Crédit Agricole S.A. – ad a3 da baa1, con outlook stabile, riflettendo il solido profilo di solvibilità dell’Istituto, supportato da adeguati coefficienti patrimoniali e da una robusta posizione di liquidità. In linea con tali aggiornamenti, sono migliorati anche il rating di lungo termine sui depositi, elevato ad A3 (dal precedente Baa1), ed il rating sul Programma Premium di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite, i cui strumenti hanno ricevuto un upgrade ad Aa2 da Aa3.

Impegno per le persone, formazione, Diversity & Inclusion

 

Si completa nel 2025 il percorso tracciato dal “Progetto Persone”, che attraverso le oltre 600.000 ore di formazione erogate ha rafforzato la trasformazione culturale, manageriale e organizzativa del Gruppo. Particolare attenzione è stata dedicata alla fase di onboarding di tutti i neoassunti, così come all’impegno verso il benessere e qualità di vita dei colleghi e alla promozione di inclusione sociale, lavorativa e formativa sui territori.

Grazie alle iniziative sviluppate, che dimostrano un’attenzione costante e concreta verso questi temi, è stata confermata anche per il 2025 la Certificazione di Parità di Genere9. Crédit Agricole Italia ha proseguito inoltre il suo impegno nel contrasto alla violenza economica aderendo al progetto “Una donna, un lavoro, un conto”, promosso dal Corriere della Sera, a sostegno dell’autonomia finanziaria femminile. Insieme ad altre società del Gruppo, la Banca ha portato avanti un’importante partnership con il Tempo delle Donne, manifestazione italiana di punta sulle tematiche di parità di genere organizzata dal Corriere della Sera, focalizzandosi proprio sul tema dell’educazione finanziaria al femminile.

 

Il Gruppo ha consolidato, inoltre, il proprio impegno in ambito inclusione sociale formativa e lavorativa portando a termine due progetti biennali: GénérAction con cui l’Istituto ha coinvolto oltre 2.400 giovani in percorsi di orientamento, visite alle realtà Le Village by CA e stage presso le Direzioni Regionali; Progetto 100 Giovani che ha dato l’opportunità a 100 neodiplomati di affacciarsi al mondo lavorativo attraverso un’esperienza di stage di tre mesi.

Nel corso del 2025 il Gruppo ha avviato un importante percorso di ricambio generazionale, che si concretizzerà nel biennio 2026-2027 e che rientra tra le attività inserite nel nuovo Piano a Medio Termine ACT 2028. Il percorso si basa su due leve tra loro interdipendenti che prevedono l’inserimento di 500 risorse e l’uscita di 750 risorse, di cui fino a 500 – che matureranno i requisiti pensionistici nel periodo compreso tra fine 2026 e fine 2029 – mediante adesione volontaria alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà del settore del credito e circa 250 che matureranno i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2027 attraverso un sistema di incentivazione all’esodo.

Impegno per il sociale e la sostenibilità

Anche nel 2025 è proseguito l’impegno di Crédit Agricole Italia in qualità di partner e advisor finanziario unico del Comune di Parma nel progetto “Parma Climate Neutral 2030”, attraverso numerosi incontri che durante tutto l’anno hanno consentito di diffondere gli obiettivi di neutralità carbonica previsti dall’iniziativa.

Sul fronte dell’educazione finanziaria, il Gruppo ha consolidato la partnership con la Fondazione FEduF attraverso il percorso “Che Impresa Ragazzi”, che sotto la guida dei team di Le Village di Milano, Sondrio e Catania, ha portato l’imprenditorialità nelle scuole secondarie di secondo grado, e con il progetto “CambiaMenti Sostenibili”, focalizzato su risparmio consapevole e sostenibilità.

Restano temi centrali per Crédit Agricole Italia anche il volontariato aziendale e l’economia circolare, che lungo tutto il 2025 hanno visto mobilitarsi attivamente i colleghi del Gruppo a favore di realtà locali come l’Emporio Solidale di Piacenza e la Caritas di Parma. Un ruolo centrale è riservato al progetto “New Life“, che combatte lo spreco alimentare recuperando migliaia di pasti ogni anno dai ristoranti aziendali di Parma e Milano, e promuove la donazione a enti del terzo settore di arredi non più funzionali alle attività del Gruppo.

In ambito fundraising, sono proseguite le attività di CrowdForLife, il portale di crowdfunding del Gruppo – con il lancio a settembre dei cinque progetti vincitori della Crédit Agricole For Tomorrow, in collaborazione con Fondazione Cariparma, Fondazione Carispezia, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. L’obiettivo è supportare progetti innovativi che generino un impatto positivo favorendo la riduzione delle diseguaglianze, la parità di genere e la lotta al cambiamento climatico.

Nel corso del 2025 i Comitati Territoriali di Crédit Agricole Italia hanno confermato il proprio impegno per connettere territori, imprese e giovani talenti, che va a costruire un ampio ecosistema di progettualità orientate all’innovazione, allo sviluppo delle competenze e al dialogo tra nuove generazioni e sistema produttivo.

È andato avanti il programma di solidarietà “payroll giving”, che coinvolge direttamente i colleghi del Gruppo e l’azienda in una raccolta fondi le cui risorse vengono destinate a strutture sanitarie pediatriche di eccellenza, come quelle di Piacenza, Ancona e Napoli. Sul fronte sociale, è attiva la partnership con Save the Children, finalizzata al contrasto della povertà educativa digitale attraverso il progetto “Connessioni Digitali”, che coinvolge studenti, docenti e scuole secondarie su tutto il territorio nazionale.

Parma, 4 febbraio 2026

In data 29 gennaio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole Italia, presieduto da Giampiero Maioli e su proposta di Hugues Brasseur, CEO del Gruppo e Senior Country Officer di Crédit Agricole in Italia, ha preso atto dei risultati economici e finanziari del 2025.
Le principali società che compongono il Gruppo sono Crédit Agricole Italia S.p.A. (capogruppo), Crédit Agricole Group Solutions S.C.p.A. e Crédit Agricole Leasing Italia S.r.l., consolidate integralmente.

 

SINTESI DATI DI GRUPPO

Dati economici

  • Risultato netto pari a 797 milioni di euro (-1,4% a/a).
  • Ricavi a 3.083 milioni di euro (-0,6% a/a).
  • Oneri Operativi a 1.663 milioni di euro (+0,4% a/a).
  • Rettifiche su crediti a 227 milioni di euro (-6,9% a/a).

Dati patrimoniali

  • Patrimonio netto di Gruppo a 8,6 miliardi di euro (+3,2% vs dic-24).
  • Impieghi verso clientela2 pari a 66,7 miliardi di euro (+1,6% vs dic-24).
  • Raccolta diretta pari a 79,1 miliardi di euro (+1,8% vs dic-24).
  • Raccolta gestita pari a 57,2 miliardi di euro (+6,1% vs dic-24).

Ratio di Gruppo

  • Incidenza deteriorati lordi e netti rispettivamente pari a 2,6% e 1,1%.
  • Copertura deteriorati a 59,4%.
  • Common Equity Tier 1 Ratio Fully Loaded a 13,4%6.
  • Total Capital Ratio a 17,7%6.
  • LCR pari a 161,4% e NSFR >125%6.

 

I RISULTATI DI CONTO ECONOMICO AL 31 DICEMBRE 2025

proventi operativi netti si attestano a 3.083 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto al 2024 (-0,6% a/a).

Gli interessi netti ammontano a 1.698 milioni di euro, registrando una flessione del -5,2% rispetto all’esercizio precedente. Tale dinamica, dato l’andamento dei tassi di mercato, risulta tuttavia mitigata dalle politiche di gestione del passivo e dal contributo delle strategie di copertura, stabilizzando il margine su base congiunturale (+0,3% T4/T3).

Le commissioni nette hanno mostrato un’evoluzione positiva nel confronto annuale, portandosi a 1.328 milioni di euro (+5,3% a/a), trainate dal brillante risultato dell’attività di collocamento di prodotti Wealth Management (+12% a/a). In particolare, la componente “gestione, intermediazione e consulenza” segna un aumento del +8,3% a/a, mentre le commissioni da “attività bancaria commerciale e altro” registrano un +1,1% a/a.

Il risultato dell’attività finanziaria ammonta a 34 milioni di euro, in netto incremento rispetto ai 25 milioni di euro registrati nel 2024 (+37,4% a/a).

Gli oneri operativi si attestano a 1.657 milioni di euro5, in aumento del +3,7% a/a5, e risultano influenzati dagli accantonamenti relativi all’attivazione del Fondo di Solidarietà per 81 milioni di euro, effettuati interamente nel quarto trimestre. Al netto di tale componente straordinaria, gli oneri risultano in contrazione del -1,4% a/a5, riflettendo sia il processo di ottimizzazione strutturale, che ha permesso un calo del comparto Spese Amministrative (-4,5% a/a5) nonostante la realizzazione di un importante piano di investimenti IT, sia le azioni di razionalizzazione degli organici, che hanno consentito di mantenere stabili le spese del personale (-0,6% a/a4); sotto controllo gli Ammortamenti (+0,2% a/a). Contabilizzati nel quarto trimestre oneri sistemici per un totale di 5,4 milioni di euro: 4,8 milioni di euro come contributo al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e 0,6 milioni di euro al Fondo di Garanzia Assicurativo. Includendo tale posta, gli oneri operativi ammontano a 1.663 milioni di euro e, considerando anche i contributi ai fondi sistemici spesati nel 2024, restano sostanzialmente stabili sul confronto annuale (+0,4% a/a).

Le rettifiche di valore nette su crediti si confermano in miglioramento, attestandosi a 227 milioni di euro, in riduzione del -6,9% su base annua rispetto ai 244 milioni di euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Coerentemente, il costo del credito (rapporto espresso in punti base fra le rettifiche di conto economico e l’ammontare dei crediti netti verso la clientela) evidenzia un’ulteriore flessione -3 bps a/a, portandosi 34 bps.

Detratte le imposte sul reddito per 349 milioni di euro, l’utile netto consolidato ammonta a 797 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto agli 808 milioni del 2024 (-1,4% a/a).

LO STATO PATRIMONIALE AL 31 DICEMBRE 2025

Le masse totali risultanti dalla somma di impieghi, raccolta diretta e risparmio gestito si attestano a 203 miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente (+2,9% a/a) su tutte le componenti per complessivi 6 miliardi di euro.

Gli impieghi verso la clientela2 ammontano a 66,7 miliardi di euro, in aumento sul confronto annuale (+1,6%) e in linea al mercato (+1,6%). La crescita ha interessato sia i finanziamenti a Medio-Lungo Termine (+2% a/a3), trainati dal comparto mutui casa (+3% a/a) e dallo sviluppo del segmento Banca d’Impresa, sia da quelli a Breve Termine (+1% a/a3), spinti dal comparto Affari e contributo lombard su Private.

La qualità del credito si conferma in progressivo e costante miglioramento, con il totale dei crediti deteriorati netti che si attesta a 0,7 miliardi di euro, in riduzione del -13,2% vs dic-24, grazie ad una efficace gestione interna delle esposizioni non performing, con default rate che si mantiene su livelli contenuti (0,76%). Positivo l’andamento delle incidenze dei crediti deteriorati lordi e netti, che si attestano, rispettivamente, al 2,61% (-7 bps vs dic-24) ed al 1,08% (-18 bps dic-24). Il tasso di copertura dei crediti deteriorati fa registrare un importante miglioramento, portandosi al 59,4%, in aumento rispetto a dicembre 2024 (53,7%).

La raccolta gestita risulta pari a 57,2 miliardi di euro, in aumento del +6,1% a/a, sostenuta da un’attività di collocamento efficace su tutte le principali asset class. Particolarmente positiva la performance del comparto Fondi e Gestioni Patrimoniali (+9,9% a/a), spinta da flussi netti positivi per +1,8 miliardi di euro. In crescita sul confronto annuale anche la componente assicurativa (+2,3% a/a).

La raccolta diretta ammonta a 79,1 miliardi di euro e segna un incremento del +1,8% a/a, pressoché in linea con l’andamento del mercato7.

Posizione di liquidità più che soddisfacente con LCR pari a 161% e NSFR >125%.

Patrimonializzazione del Gruppo ben al di sopra dei requisiti prudenziali minimi assegnati dalla BCE per il 2025: il Common Equity Tier 1 Ratio Fully Loaded si attesta al 13,4%6 ed il Total Capital Ratio al 17,7%.

 

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