Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo gli attacchi contro l’Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, scuotono i mercati energetici e delle materie prime all’avvio della settimana.
Gas ai massimi da febbraio 2025
Il primo segnale arriva dal mercato europeo del gas. Alla Borsa di Amsterdam, il contratto di riferimento TTF registra in apertura un balzo del 25%, portandosi a 39,85 euro per megawattora. Si tratta dei livelli più elevati da febbraio 2025, con gli operatori che prezzano il rischio di possibili interruzioni nei flussi energetici.
Petrolio in rally dopo gli attacchi
Movimenti marcati anche sul fronte petrolifero, sulla scia delle operazioni militari condotte nel fine settimana da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Dopo un picco intraday del +13%, il Brent si attesta a 78,80 dollari al barile, in crescita dell’8,28%. Il WTI scambia invece a 72,24 dollari, con un progresso del 7,79%. L’area del Golfo Persico, snodo cruciale per l’export globale di greggio, resta al centro delle preoccupazioni degli investitori.
Oro e argento, ritorno ai beni rifugio
La corsa agli asset considerati più sicuri sostiene anche i metalli preziosi. Il prezzo spot dell’oro sale del 2,02%, raggiungendo quota 5.383,97 dollari l’oncia. In rialzo pure l’argento, che avanza del 2,09% fino a 95,23 dollari.
Il quadro complessivo evidenzia come l’instabilità geopolitica continui a riflettersi in modo immediato sui mercati finanziari, con forti oscillazioni su energia e materie prime strategiche.