lunedì 2 Marzo 2026

Nel pieno del ribasso dei mercati crypto, c’è chi invita a guardare oltre la volatilità di breve termine. Tra dati istituzionali solidi, stablecoin ai massimi storici e una crescita strutturale dei fondamentali, Gianluigi Guida, Country Manager di Binance Italy, traccia un quadro di resilienza e fiducia nel potenziale di lungo periodo degli asset digitali. La sua analisi:

Crypto sotto pressione, Gianluigi Guida (Binance Italy): “Il drawdown è fisiologico, i fondamentali sono solidi”

“Il recente ribasso dei mercati, che ha interessato diverse categorie di strumenti finanziari, inclusi gli asset digitali, ha comprensibilmente generato preoccupazione e incertezza all’interno della community – spiega Guida –. È doveroso riconoscere le difficoltà che molti stanno affrontando, in particolare gli investitori retail, che spesso risentono in modo più immediato delle correzioni dei prezzi. È tuttavia importante sottolineare che la capitalizzazione di mercato e il valore dei token, presi isolatamente, non rappresentano in modo esaustivo lo stato di salute e il livello di sviluppo dell’ecosistema crypto nel suo complesso.

Sebbene l’attività retail possa registrare un temporaneo rallentamento, continuiamo a osservare segnali incoraggianti che testimoniano la resilienza e la costante evoluzione del settore, elementi che costituiscono una solida base per la stabilità e la crescita del mercato nel lungo periodo.

Per contestualizzare i recenti movimenti di mercato – prosegue il Country Manager di Binance Italy -, è utile considerare la significativa crescita di Bitcoin negli ultimi sei anni. Il 6 febbraio 2020 il prezzo di Bitcoin era pari a circa 9.600 dollari; al 6 febbraio 2026 si attestava intorno ai 65.000 dollari, con un incremento di valore di quasi sette volte. Nello stesso arco temporale, l’indice S&P 500 è cresciuto di circa due volte, evidenziando il potenziale distintivo di Bitcoin in termini di rendimenti superiori alla media, pur in presenza di una maggiore volatilità. È anche per questo motivo che molti investitori continuano a considerare Bitcoin e gli asset digitali un’opzione di diversificazione all’interno dei portafogli di investimento, anche durante le fasi di correzione del mercato.

Adottando una prospettiva più ampia, le fasi di drawdown rappresentano una dinamica fisiologica nei cicli delle cripto-attività, analogamente a quanto avviene nelle asset class tradizionali. Ciò che determina l’evoluzione nel lungo periodo sono i fondamentali sottostanti. Stiamo assistendo a una partecipazione istituzionale crescente e strutturale, a una liquidità sostenuta dall’utilizzo delle stablecoin e a un contesto macroeconomico in cui le condizioni di liquidità potrebbero progressivamente migliorare.

Ad esempio – aggiunge Guida –, gli ETF statunitensi su Bitcoin spot detengono attualmente circa 1,27 milioni di BTC, un livello solo moderatamente inferiore ai massimi, nonostante una significativa correzione dei prezzi. Questo dato suggerisce che gli investitori istituzionali mantengono un orientamento di lungo periodo e fiducia nel valore strategico degli asset digitali.

Anche il coinvolgimento delle imprese rimane rilevante. Nel solo mese di gennaio 2026, le società quotate hanno incrementato le proprie riserve per oltre 43.000 BTC, portando le detenzioni complessive corporate a più di 1,1 milioni di BTC. Si tratta di scelte che riflettono strategie pluriennali di allocazione di bilancio, piuttosto che decisioni reattive legate alle oscillazioni di breve termine.

Parallelamente, le stablecoin continuano a rappresentare un pilastro della liquidità di mercato, con una supply prossima ai massimi storici, superiore a 306 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai livelli del 2024. Questo significativo livello di liquidità sostiene le attività di regolamento, collateralizzazione e trading, contribuendo alla stabilità del sistema anche nell’attuale fase di volatilità.

Guardando al futuro – spiega Guida -, la liquidità macroeconomica resterà un fattore determinante da monitorare. Qualora l’offerta di moneta globale dovesse continuare ad espandersi come previsto, con l’aggregato M2 dei Paesi del G4 potenzialmente in crescita fino a 105.000 miliardi di dollari entro il 2028, gli asset digitali potrebbero beneficiare di condizioni di liquidità progressivamente più favorevoli.

Nel frattempo, prosegue l’avanzamento della tokenizzazione e delle infrastrutture on-chain: il valore degli asset reali tokenizzati ha superato i 24 miliardi di dollari. Questi sviluppi rafforzano la convinzione che i fondamentali dell’industria crypto stiano consolidandosi e crescendo nel corso dei cicli di mercato.

Pur in presenza delle attuali sfide, mantengo una visione costruttiva e fiduciosa sul potenziale di lungo periodo degli asset digitali”, conclude Gianluigi Guida, Country Manager di Binance Italy,

 

 

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