mercoledì 7 Gennaio 2026

In caso di applicazione dei dazi i prezzi al dettaglio subirebbero anche in Italia un inevitabile aumento, con ripercussioni negative per i consumatori: le minori esportazioni delle impese italiane ed europee verso l’America, infatti, se non bilanciate da un incremento dell’export verso Paesi terzi, determinerebbero una riduzione dei profitti per miliardi di euro, che costringerebbe i produttori ad aumentare i prezzi sui propri mercati di attività per compensare le perdite. L’allarme arriva dal Codacons, all’indomani della lettera di Trump all’Europa.

Dazi, Codacons: con guerra commerciale effetti diretti sui consumatori italiani

Se alcuni comparti, come quello del lusso, risentirebbero meno dei dazi in virtù della scarsa elasticità della domanda rispetto ai prezzi, altri settori, dalla meccanica all’alimentare, subirebbero un colpo durissimo.

Ipotizzando a regime un effetto sul tasso generale di inflazione italiano del +0,5% come conseguenza delle misure protezionistiche varate dagli Usa, la spesa delle famiglie italiane, a parità di consumi, aumenterebbe di complessivi 4,23 miliardi di euro – analizza il Codacons – Uno dei settori più colpiti dallo tsunami dazi sarà quello alimentare, considerato il peso delle esportazioni agroalimentari italiane verso gli Usa: un eventuale rialzo dei prezzi al dettaglio di cibi e bevande venduti in Italia del +1%, determinerebbe un aggravio di spesa da +1,62 miliardi di euro annui a carico dei consumatori – calcola il Codacons.

A tutto ciò, inoltre, si aggiungerebbero effetti negativi su mutui e finanziamenti: un eventuale rialzo dell’inflazione nell’eurozona porterebbe la Bce a invertire la rotta e optare per un aumento dei tassi di interesse, con evidenti danni per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile – aggiunge l’associazione.

Vanno poi considerati gli effetti dei controdazi dell’Ue sui prodotti importati dagli Stati Uniti: uno dei simboli più tipici dell’America, l’intramontabile Harley Davidson, viene venduta oggi in Italia ad un prezzo di listino pari a 15.900 euro per il modello più economico, fino ad arrivare ai 50.600 euro per il top di gamma, la “Road Glide ST” – spiega il Codacons – L’eventuale imposizione di dazi reciproci al 30% su tali prodotti, se scaricato sui consumatori finali, porterebbe il prezzo della Harley Davidson a salire tra +4.770 euro per il modello base fino a +15.180 per quello più esclusivo, che arriverebbe così a costare 65.780 euro.

Anche alcuni jeans importati dagli Usa saranno interessati dagli aumenti: coi controdazi al 30%, il prezzo medio rischia di salire dagli attuali 120 euro a 156 euro (+36 euro) per i modelli più economici.

Gli snack dolci americani (prezzo medio 1,5 euro) rincarerebbero di 45 centesimi, mentre il prezzo di un vasetto di burro d’arachidi da 340 grammi, se prodotto negli Usa, salirebbe in media di 1,5 euro. Anche cosmetici, cereali, succhi di frutta commercializzati in Italia ma prodotti negli Stati Uniti subirebbero un aumento dei listini per effetto dei controdazi, mentre dovrebbero salvarsi alcolici come bourbon e whiskey (per le pressioni sull’Ue di alcuni paesi come Irlanda e Italia che hanno chiesto di escludere tali prodotti dalle contromisure), e alcune bibite gassate, in primis le diffusissime Coca Cola e Pepsi: queste ultime, infatti, pur essendo americane vengono prodotte in stabilimenti europei, e non risultano quindi importate dagli Usa.

 

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