Chiusura contrastata per le Borse asiatiche, in una seduta condizionata dal ritorno delle preoccupazioni sul fronte geopolitico dopo le dichiarazioni di Donald Trump sui possibili dazi legati alla Groenlandia. Un elemento che ha riacceso la cautela tra gli operatori finanziari.
Dazi e geopolitica frenano l’Asia, Tokyo giù, Cina in rialzo
L’attenzione dei mercati resta puntata sul World Economic Forum di Davos, dove investitori e analisti attendono indicazioni sulle prospettive della politica internazionale e sulle future scelte economiche delle principali economie mondiali.
Negli Stati Uniti i mercati restano chiusi per la festività del Martin Luther King Day, riducendo i volumi complessivi degli scambi a livello globale.
In Giappone, la Borsa di Tokyo archivia la seduta in calo, con il Nikkei che cede lo 0,65%. Sul fronte valutario, lo yen si rafforza sia nei confronti del dollaro, scambiato a 157,90, sia rispetto all’euro, a 183,60.
Andamento negativo anche per Hong Kong, che a contrattazioni ancora in corso arretra dell’1,1%, così come Mumbai, in flessione dello 0,6%. Di segno opposto invece i listini cinesi, sostenuti dai dati macroeconomici: Shanghai avanza dello 0,21% e Shenzhen dello 0,41%, dopo la diffusione del Pil e di una serie di indicatori economici. Buona la performance anche di Seul, che chiude in rialzo dell’1,3%.
La giornata si presenta povera di appuntamenti macroeconomici di rilievo, mentre in Europa cresce l’attesa per la riunione dell’Eurogruppo, da cui potrebbero arrivare indicazioni utili sul coordinamento delle politiche economiche dell’area euro.