sabato 5 Aprile 2025

Inizio 2024 con nuove tensioni e rischi, dopo un fine 2023 con buoni segnali, soprattutto nei servizi. Inflazione bassa in Italia, non ancora in Europa, e tassi attesi in calo, ma per ora il credito รจ piรน caro. Investimenti meno negativi, ma consumi incerti, mentre cresce il lavoro.

Economia, Confindustria: inizio 2024 con nuovi rischi e tensioni

Servizi in risalita, ma nellโ€™industria un brusco calo e prospettive incerte per lโ€™export italiano di beni. Nellโ€™Eurozona ritmi divergenti, negli USA qualche segnale di frenata, mentre va bene la Cina.

E’ la fotografia scattata da Confindustria nella sua “congiuntura flash”. Ecco di seguito l’analisi mensile dell’associazione:

Lโ€™economia italiana e internazionale in breve


Nuovi rischi

ย Il 2024 si รจ aperto con ulteriori rischi per i flussi commerciali, dovuti alla forte riduzione dei transiti nel canale di Suez per gli attacchi del gruppo yemenita degli Houti. I prezzi di gas e petrolio non ne hanno risentito finora, ma restano alti: a gennaio 31 โ‚ฌ/mwh e 78 $/barile. A fine 2023 il PIL italiano potrebbe essere andato meglio dellโ€™atteso: ripartiti servizi e costruzioni, ma lโ€™industria resta debole; inflazione ai minimi, solo in Italia. I tassi quindi potrebbero rimanere alti ancora per alcuni mesi.

Inflazione bassa in Italia, non ancora in Europa

Lโ€™inflazione italiana รจ scesa ancora a dicembre (+0,6% annuo, da +0,7%). รˆ balzata, invece, in Germania (+3,8% da +2,3%) e Francia (+4,1% da +3,9%), tanto che nella media Eurozona รจ risalita al +2,9% (da +2,4%). Il divario รจ spiegato soprattutto dalle diverse traiettorie dei prezzi energetici, che ora calano molto di piรน in Italia (-24,7%) che in Europa (-6,7%), a causa di un โ€œeffetto baseโ€ avverso in Germania (dove il Governo li aveva frenati molto a dicembre 2022). Contano anche i prezzi core di beni e servizi, che proseguono ovunque la frenata, ma in Italia sono giร  tornati appena sotto il +3,0%, mentre nellโ€™Area mantengono un maggior ritmo (+3,4%).

Tassi attesi in calo

I tassi sovrani non hanno risentito delle riforme riguardanti lโ€™Europa (accordo sul Patto di Stabilitร , mancata ratifica del MES): il BTP italiano a gennaio รจ stabile a 3,63%, il Bund a 2,14%; lo spread si mantiene a 149 punti. Ciรฒ riflette le attese al ribasso sui tassi delle banche centrali: i mercati si aspettano il tasso FED ancora fermo a fine gennaio (5,50%) e il primo taglio a marzo; anche nellโ€™Eurozona si attendono tassi BCE fermi questo mese (4,50%) e un taglio a marzo-aprile. Il recente aumento dellโ€™inflazione non ha quindi intaccato lโ€™ottimismo dei mercati, ma puรฒ frenare le mosse BCE.

Credito piรน caro

A novembre ennesimo aumento del costo del credito per le imprese italiane (5,59% in media). Viceversa, per il secondo mese si attenua la caduta dei prestiti (-4,8% annuo, da un minimo diย ย  -6,7% a settembre), sebbene il credito rimanga un fattore di freno per investimenti e consumi.

Investimenti meno negativi

I dati qualitativi segnalano una dinamica meno sfavorevole nel 4ยฐ trimestre, dopo il calo nel 3ยฐ: migliorano le condizioni per investire che rimangono perรฒ negative (-20,9% da -31,0%) e la previsione sulla spesa in beni di capitale (16,0%, da 11,1%); la domanda gioca poco a favore. A dicembre, perรฒ, cala la fiducia delle imprese del settore.

Consumi incerti

Dopo un 3ยฐ trimestre robusto, segnali misti sui consumi nel 4ยฐ. Le vendite al dettaglio hanno recuperato a ottobre-novembre (+0,6%), ma quelle di beni alimentari sono deboli; a dicembre la fiducia delle famiglie รจ risalita, ICC segna un +0,5% annuo, ma le vendite di auto hanno frenato (-3,7%).

Cresce il lavoro

Si conferma la dinamica positiva del mercato del lavoro: +450mila occupati a novembre da fine 2022. La crescita a ottobre-novembre (+122mila) รจ interamente ascrivibile ai lavoratori a tempo indeterminato (+0,9%, +143mila); calano determinato (-0,3%) e indipendenti (-0,3%).

Servizi in risalita

A ottobre e novembre RTT (CSC-TeamSystem) indica un recupero dellโ€™attivitร  nei servizi e a dicembre, secondo l’HCOB PMI, la flessione รจ stata quasi annullata (49,8, da 49,5), un dato coerente con il forte rimbalzo della fiducia delle imprese a fine anno, specie quelle del turismo.

Industria: brusco calo

A novembre la produzione ha subito unโ€™altra forte flessione (-1,5%; -3,1% tendenziale); lโ€™aumento di fatturato segnalato da RTT รจ spiegato da un ampio decumulo di scorte. Nel 4ยฐ trimestre, la variazione acquisita della produzione รจ di -1,1%. L’HCOBย PMI un poโ€™ risalito (45,3 da 44,4) anticipa un dicembre in miglioramento, ma la fiducia delle imprese ha continuato il trend decrescente. E a inizio 2024 il โ€œbloccoโ€ di Suez (se prolungato) puรฒ peggiorare lo scenario.

Eurozona: ritmi divergenti

Il calo della produzione industriale a novembre (-0,3%), terzo consecutivo, nasconde dinamiche differenziate: Italia e Germania (-0,3%) soffrono, positiva la performance di Spagna (+1,1%) e Francia (+0,5%). La debolezza della manifattura indica una dinamica dellโ€™Eurozona molto debole nel 4ยฐ trimestre, dato che anche i servizi sono in contrazione (PMI a dicembre a 48,8).

USA in frenata?

A novembre (+0,2%) e dicembre (+0,1%) la produzione industriale ha recuperato poco, dopo il calo di ottobre (-0,8%), determinando un 4ยฐ trimestre negativo (-0,8%). E a dicembre sono scesi lโ€™indice dei Direttori degli acquisti di Chicago e il PMI manifattura (47,9 da 49,4), solo lโ€™ISM รจ migliorato. Ma i posti di lavoro sono tornati a crescere a ritmi alti (494mila nel 4ยฐ trimestre), sostenendo i consumi.

Bene la Cina

Lโ€™economia accelera nel 4ยฐ trimestre, sopra le attese, soprattutto per il miglioramento dei consumi. A novembre la produzione industriale ha segnato la crescita piรน alta del 2023 (+6,6% annuo), trainata dalle auto (+20,7%); gli indicatori puntano su un ulteriore balzo a dicembre. Le attese per il 2024 restano prudenti, coerenti con assunzioni da parte delle imprese in calo da quattro mesi.

 

Focus del mese – Prospettive incerte per lโ€™export italiano di beni

 

Meno export…

Lโ€™export di prodotti italiani si รจ ridotto nel 2023 (-1,4% nei primi undici mesi, rispetto allo stesso periodo del 2022, a prezzi costanti), in un quadro di profonda debolezza della domanda mondiale di beni (-2,2% gli scambi nei primi dieci mesi).

… ma segnali di miglioramento a fine anno.

Nel 4ยฐ trimestre, lโ€™export italiano รจ stimato in recupero (+1,5% in ottobre-novembre sul 3ยฐ), seppure con una dinamica mensile altalenante. Nel manifatturiero, le vendite allโ€™estero si sono attestate su livelli superiori rispetto a ottobre-novembre 2022 (+0,6%). Una dinamica migliore di quella registrata dalla produzione manifatturiera italiana (-2,5%), che รจ stata frenata anche da una debole domanda interna di beni.

Alta variabilitร  settoriale…

Export e produzione italiane sono in espansione in settori centrali, fortemente integrati nelle catene globali del valore, come i mezzi di trasporto (anche grazie alla ripartenza dellโ€™automotive), i macchinari e impianti, gli apparecchi elettrici. Hanno aumentato la produzione, pur in presenza di un calo dellโ€™export, il comparto dei prodotti petroliferi, il farmaceutico (che aveva registrato un boom dellโ€™export con lโ€™emergenza sanitaria) e i prodotti elettronici. Sono in generale calo, invece, i settori energy intensive (come legno e carta, metallurgia e prodotti in metallo, minerali non metalliferi), maggiormente penalizzati dallโ€™energia ancora cara nel 2023. In media, comunque, i comparti che hanno registrato risultati migliori allโ€™estero mostrano una dinamica piรน favorevole della produzione industriale (e viceversa), confermando lโ€™importanza della domanda estera come attivatore della manifattura italiana, e come cartina di tornasole della sua competitivitร  rispetto agli altri paesi.

… e per mercati di sbocco

Le dinamiche dellโ€™export italiano sono molto eterogenee anche per mercati di destinazione, a causa di forze economiche, tecnologiche e geopolitiche, che agiscono in modo disomogeneo e anche distorsivo, spingendo verso una riconfigurazione delle filiere produttive italiane allโ€™estero, soprattutto nei prodotti โ€œstrategiciโ€. Sono aumentate le connessioni con gli USA, sia come mercato di destinazione (primo extra-UE) che di fornitura. รˆ fortemente diminuita, invece, la quota cinese in Italia, in particolare nei prodotti elettronici e ICT; tuttavia, hanno registrato un boom gli acquisti di autoveicoli cinesi (+165% nei primi undici mesi del 2023), mentre si sono dimezzate le rispettive vendite italiane in Cina. Gli acquisti dalla Russia sono risultati decimati (-85%), con il sostanziale blocco delle forniture di petrolio e gas. Le filiere farmaceutiche si sono in parte spostate dal Belgio (grande hub europeo) verso Svizzera, Paesi Bassi, USA.

Prospettive per il 2024 non rassicuranti

Lโ€™intensificarsi degli attacchi del gruppo yemenita Houthi alle navi di trasporto marittimo allโ€™ingresso del Mar Rosso ha comportato una sospensione del transito nel Canale di Suez da parte delle maggiori compagnie di spedizioni internazionali (MSC, Maersk, CMA CGM, Hapag-Lloyd, seguite da compagnie petrolifere come British Petroleum e Frontline), che hanno deviato le rotte a sud del Capo di Buona Speranza (circa 10 giorni di navigazione in piรน). A metร  gennaio, il traffico di navi nel mar Rosso si รจ piรน che dimezzato (-55% rispetto al 4ยฐ trimestre 2023; dati Redsea Kiel institute) e il costo di trasporto dei container dallโ€™Asia allโ€™Europa รจ aumentato del 92% (Shanghai Containerized Freight index).

Rotte marine cruciali

Il 90% del volume degli scambi globali avviene via mare; di questo, prima di tale crisi, il 12% transitava per il Canale di Suez. Per lโ€™Italia, il 54% degli scambi รจ via nave, di cui il 40% tramite Suez; soprattutto, via mare transita piรน del 90% dei flussi italiani con i principali paesi a est del Mar Rosso (in Asia e parte del Medio Oriente). Potenzialmente esposti sono: gli scambi di petrolio e gas (da Kuwait, Qatar, EAU, Iraq; parte del petrolio dellโ€™Arabia Saudita รจ invece imbarcato a nord dello Yemen), quelli di beni elettronici e apparecchi elettrici (oltre la metร  dellโ€™import extra-UE viene dalla Cina), quelli di prodottiย  in pelle (quasi un terzo viene dalla Cina), quelli di macchinari (soprattutto in uscita verso i principali paesi asiatici). Lโ€™impatto economico del crollo del trasporto marittimo attraverso il Canale di Suez รจ fortemente condizionato alla sua persistenza: piรน รจ prolungato, maggiori saranno gli effetti negativi sul commercio estero italiano e globale.

 

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