Secondo alcuni emendamenti al ddl concorrenza firmato da senatori di FI, i contratti con le compagnie telefoniche e gli operatori internet potranno prevedere aumenti automatici dei prezzi in base all’inflazione.
Emendamento FI, bollette del telefono ancorate all’inflazione. Unc: “Una vergogna, passi da gambero contro le famiglie”
“Una vergogna! E’ scandaloso che alcuni onorevoli vogliano fare l’ennesimo regalo alle compagnie telefoniche a danno delle famiglie italiane” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Abbiamo depositato in Senato, già sul testo base, osservazione in cui chiedevamo di vietare l’adeguamento delle tariffe telefoniche all’inflazione, oggi purtroppo già consentito ma con alcune limitazioni fissate dall’Agcom, che ora invece verrebbero del tutto annullate con questo osceno emendamento” prosegue Dona.
“L’adeguamento all’inflazione fa venir meno la confrontabilità delle tariffe dato che, non essendo prevedibile l’inflazione, non si può sapere se sarà più conveniente un’offerta a prezzo fisso più alta di una leggermente più conveniente ma indicizzata. La confrontabilità è alla base della trasparenza del prezzo e, quindi, della concorrenza. Qui invece si va bella direzione opposta, addirittura impedendo l’esercizio del diritto di recesso. Diciamo no anche all’uso del database per la portabilità dei numeri mobili per formulare offerte agli utenti, aggravando il problema del telemarketing selvaggio” conclude Dona.