Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin, è stato intervistato da La Stampa. Le sue considerazioni raccolte da Paolo Baroni: “Sul fronte dell’energia siamo un Paese con molte difficoltà, paghiamo le scelte fatte nei decenni passati e di certo oggi il problema, di fronte all’ennesima emergenza, non si risolve da un giorno all’altro: non bastano né un anno né cinque. Dipendiamo molto, troppo, dal gas e questo influisce anche sul prezzo dell’energia”, spiega il ministro.
Energia, Ministro Pichetto: “Aumenti benzina? Fermeremo gli speculatori. Presto per cambiare il decreto bollette”
Sugli aumenti di benzina, gas e bollette: “Il problema del gas èrappresentato dalle quotazioni a livello europeo, il cosiddetto Ttf, che per noi finiscono per determinare anche il prezzo dell’energia. Come è noto l’Italia, purtroppo, dipende molto dalla produzione termoelettrica e per questo in fasi come queste sconta difficoltà notevoli. Rispunta la speculazione? Benzina e gasolio che vengono vendute oggi provengono dalle scorte dei depositi accumulate nei mesi passati e certamente i venditori da questo oggiottengono grandi benefici. Più in generale se guardiamo i prezzi degli scambi di mercato, i contratti a termine ed i listini, vediamo speculazioni di tipo borsistico e speculazioni fraudolente. Sono cose differenti, che però a volte si sovrappongono. Vedere il gasolio sopra i due euro, in città non in autostrada fa impressione? Certo che fa impressione. Cosa stiamo facendo per fermare le speculazioni? Tutti gli organi dello Stato, ministeri, autorità e Guardia di finanza, sono chiamati a intervenire. Anche l’Autorità per l’energia ha attivato la sua Unità di vigilanza energetica per monitorare tutti gli andamenti. Ovviamente parliamo dei mercati regolamentati, se invece ci si riferisce al libero mercato l’unica strada in caso di anomalie è la denuncia pubblica”.
Sembra di rivivere una fase drammatica come 4 anni fa: “Il passato cosa ci ha insegnato? Ci siamo attrezzati un po’ di più. Sul fronte del gas abbiamo i nuovi rigassificatori ma purtroppo il Gnl,il gas naturale liquido, lo compriamo pur sempre all’estero”.
Sul blocco sino ad aprile delle forniture di Gnl da parte del Qatar: “È più un problema di prezzi che di forniture perché noi dal Qatar compriamo circa 4-5 miliardi di metri cubi di Gnl all’anno, in pratica l’8-9% del nostro fabbisogno, facilmente sostituibile con le forniture di altri paesi. Ma il venir meno del 20% delle forniture mondiali di Gnl incide sui prezzi, a partire dal prezzo che si forma alla Borsa olandese, il Ttf, che oggi è pari al doppio rispetto a quella di tre settimane fa”.
Sul decreto bollette: “Il decreto bollette che ora è all’esame del Parlamento di fronte a questa situazione deve essere corretto? È un provvedimento che si regge su due gambe, una serve ad adeguare a livello nazionale la regolamentazione delle reti elettriche e del gas: non ha un impatto contingente, ma si tratta di correzioni che andavano fatte. L’altra gamba riguarda l’intervento sul prezzo per dare un po’ di sollievo alle famiglie più in difficoltà ed al sistema delle imprese. Ma era un intervento tarato su una oscillazione del prezzo del gas nell’ordine dei 5 euro al megawattora. Nel giro di 15 giorni abbiamo invece avuto uno sbalzo di 20-25 euro con scenari che in questo momento non sono definibili. Va modificato o è possibile che il prossimo Consiglio dei ministri vari qualche altra misura? Altri interventi possono essere immaginati solo a bocce ferme. E non credo che oggi qualcuno sia in grado di prevedere cosa succederà nelle prossime settimane”.