La Borsa di Milano ha archiviato una giornata particolarmente negativa a seguito dell’introduzione dei nuovi dazi comunicati dal presidente statunitense Donald Trump.
Borsa di Milano in profondo rosso (-3,60%). I dazi di Trump scatenano il panico neli listini europei
Il principale indice milanese, il Ftse Mib, ha subito una flessione del 3,60%, terminando le contrattazioni a 37.070 punti, con un volume eccezionale di scambi che ha raggiunto 5,56 miliardi di euro.
La tendenza ribassista ha coinvolto anche le altre principali piazze finanziarie europee. Parigi ha registrato un calo del 3,31% chiudendo a 7.598 punti, mentre Francoforte ha ceduto il 3,01% attestandosi a 21.717 punti. Perdite più contenute per Londra (-1,55% a 8.474 punti) e Madrid (-1,08% a 13.192 punti).
Il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi decennali ha concluso sostanzialmente invariato a 112,2 punti, leggermente sopra i 112 punti dell’apertura e in aumento rispetto ai 109 punti della seduta precedente. Il rendimento del decennale italiano è sceso di 4,3 punti al 3,77%, mentre quello tedesco ha segnato una diminuzione di 7 punti raggiungendo il 2,65%.
Significativo apprezzamento per la valuta unica europea nei confronti del biglietto verde, con un incremento dell’1,90%. L’oro ha invece segnato una contrazione dello 0,74%, attestandosi a 3.111 dollari l’oncia. Drammatico crollo per il petrolio (-7,37%), scivolato fino a 66,43 dollari al barile.
Sul listino milanese, le imposte sull’acciaio hanno penalizzato severamente Tenaris (-9,85%) e Saipem (-9,02%), quest’ultima ulteriormente gravata dal tracollo delle quotazioni del greggio e del gas naturale, in calo rispettivamente di oltre il 7% e quasi il 5%.
Forti vendite anche su Stm (-8,32%), per i timori di potenziali restrizioni nel settore dei semiconduttori, mentre Prysmian (-6,28%), che dispone di impianti produttivi negli Stati Uniti, risente dei dazi sull’alluminio importato al 50% dal Canada. Sotto pressione il comparto del lusso con Cucinelli (-7,65%), Moncler (-3,97%) e Ferragamo (-7,34%).
I timori di una possibile recessione hanno colpito duramente il settore bancario: Unicredit e Intesa hanno perso entrambe il 6,96%, seguite da Popolare Sondrio (-6,94%), Bper (-6,5%), Banco Bpm (-5,59%) e Mps (-3,76%). Pesante anche Stellantis (-8,06%), mentre Ferrari ha limitato le perdite (-2,99%), poiché secondo gli esperti sarà meno influenzata dalle nuove misure americane.
Pochi i titoli in controtendenza, principalmente nel settore delle utility e delle società che operano in ambiti regolamentati. Ha brillato Terna (+3,73%), migliore del listino e su nuovi massimi, seguita da Italgas (+3,64%), A2a (+3,5%), Snam (+3,46%), Enel (+2,73%) ed Hera (+2,53%). In territorio positivo anche Leonardo (+3,32%), dopo il voto dell’Europarlamento sulla relazione per sicurezza e difesa, Inwit (+1,77%), Tim (+1,59%), Amplifon (+0,62%) e Diasorin (+0,42%). Buone performance anche per Snam (+2,52%), Enel (+2,44%), Terna (+2,39%), Italgas (+2,35%) e Campari (+2,19%). Forte ribasso per Eni (-4,21%) penalizzata dalla discesa del petrolio.
Tra i titoli a media capitalizzazione di Milano, spiccano in positivo ERG (+4,37%), Garofalo Health Care (+3,56%), Newlat Food (+3,48%) e Acea (+3,02%). Le vendite più consistenti hanno invece colpito El.En, che ha chiuso con un -9,46%. Seduta negativa anche per De’ Longhi (-7,24%) e significative perdite per D’Amico (-6,67%). Sul fronte calcistico, la Juventus ha mostrato difficoltà cedendo il 4,02%, mentre la Lazio ha registrato un incremento dell’1,04%.