La Borsa di Milano chiude la seduta odierna in rialzo, con un recupero nel finale. L’indice Ftse Mib sale dello 0,24%, raggiungendo i 32.006 punti.
La Borsa di Milano chiude in rialzo (+0,24%). Europa positiva
Analogamente, le principali Borse europee terminano in aumento, seguendo l’andamento positivo di Wall Street. I mercati restano in attesa dei dati sull’inflazione che saranno pubblicati domani dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, dopo aver valutato l’indice Zew tedesco e i prezzi alla produzione americani.
Le Borse di Madrid (+0,73%), Francoforte (+0,48%), Parigi (+0,35%) e Londra (+0,3%) hanno tutte chiuso con guadagni.
Il differenziale di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi si riduce, chiudendo a 139 punti rispetto ai 141 della sessione precedente. Il tasso del decennale italiano si attesta al 3,57%, in calo rispetto al 3,63% del giorno prima.
A Piazza Affari spicca Nexi con un rialzo del 2,4%. Prysmian cresce dell’1,3% dopo aver vinto un risarcimento di 96,5 milioni di dollari contro Sterlite, mentre Ferrari avanza dell’1,2%. Il settore delle utility vede aumenti guidati dal calo del prezzo del gas, con Hera e Enel in rialzo rispettivamente del 2,4% e dell’1%.
Buone performance anche per Mediolanum e Azimut, che guadagnano rispettivamente lo 0,9% e lo 0,7%.
Male Tim, che perde l’1,4% nonostante l’annuncio positivo sulla vendita del 10% residuo in Daphne 3.
Le banche mostrano segni di debolezza in previsione di un possibile taglio dei tassi di interesse, con Bper, Fineco, Mps e Intesa che registrano perdite.
Il settore energetico risente del calo dei prezzi del petrolio; Eni, Tenaris e Saipem chiudono tutti in negativo. Anche Stellantis, Campari e Leonardo registrano perdite.
Calo moderato dell’1,02% per Interpump.
Tra i leader del FTSE MidCap si distinguono Alerion Clean Power con un aumento del 3,95%, seguito da Industrie De Nora (+2,85%), Credem (+1,82%) e Pharmanutra (+1,67%).
Le performance meno soddisfacenti sono state quelle di Zignago Vetro, con un calo del 4,03%.
GVS ha registrato un deciso ribasso del 2,29%. Mondadori ha subito una significativa contrazione del 2,00%. Infine, D’Amico ha risentito di una perdita dell’1,70%