I listini di Wall Street hanno subito un tracollo, reagendo negativamente alle tensioni commerciali innescate dalle politiche di Donald Trump e alla conseguente risposta annunciata da Pechino.
Tempesta perfetta a Wall Street: indici in picchiata
L’indice Dow Jones ha registrato una contrazione del 5,50%, fermandosi a quota 38.314,86 punti.
Ancora più marcata la discesa dell’indice allargato S&P 500, che ha ceduto il 5,97%, chiudendo a 5.074,08 punti, toccando così i valori minimi degli ultimi 11 mesi.
Pesante flessione anche per il Nasdaq, in calo del 5,82%, attestandosi a 15.587,79 punti.
I tre principali barometri della borsa statunitense hanno così segnato le perdite bidirezionali più severe dai turbolenti giorni della crisi pandemica del 2020.
Particolarmente colpite le aziende cinesi con quotazione negli USA: JD.com, Alibaba e Baidu hanno accusato flessioni superiori al 7,7%.
In grave difficoltà anche le società con forte esposizione al mercato cinese. Apple, che concentra in Cina la maggioranza della produzione di iPhone, ha proseguito la sua discesa (-7,3%).
Tesla ha accusato un tonfo del 10,42%, mentre i colossi dei semiconduttori Intel e Nvidia hanno lasciato sul terreno rispettivamente l’11,50% e il 7,36%. Il gruppo specializzato nell’analisi dati Palantir ha registrato una contrazione dell’11,47%.
Vendite massicce hanno colpito anche il comparto bancario: JPMorgan Chase ha ceduto il 7,48%, Bank of America il 7,60%, mentre Citigroup ha segnato un ribasso del 7,80%.