venerdì 9 Gennaio 2026

“Fisco, nel nuovo anno 3 milioni di lettere per mettersi in regola”. Così titola in prima pagina Il Sole 24 Ore. Dall’Iva alle dichiarazioni alle anomalie Isa: focus su cinque fronti.

Fisco, nel nuovo anno 3 milioni di lettere per mettersi in regola

A pagina 8: “Dal Fisco 3 milioni di lettere. Cinque fronti sotto esame”. Compliance 2025. Focus su omesse comunicazioni Iva, anomalie Isa e omesse dichiarazioni (anche dei dipendenti) e incongruenze tra i pagamenti ricevuti dalle partite Iva e i dati dichiarati.

 

Il Fisco intensifica gli sforzi sulla compliance anche per il 2025, annunciando l’invio di 3 milioni di lettere ai contribuenti, con l’obiettivo di agire in anticipo e su più fronti. In dettaglio, nel 2025, grazie all’accordo tra il Mef e l’Agenzia delle Entrate, verranno inviate circa 3 milioni di comunicazioni. Queste si concentreranno su cinque aree principali di intervento.

Un primo intervento riguarderà la mancata presentazione delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA in presenza di fatture elettroniche o corrispettivi telematici. Verranno effettuate verifiche trimestrali per accertare se i contribuenti hanno effettuato operazioni attive e, in assenza di comunicazione, verranno inviate lettere per permettere una regolarizzazione attraverso la dichiarazione dei redditi.

Si affronteranno anche i casi di omessa o infedele dichiarazione da parte di persone fisiche, nonché le anomalie riscontrate nella dichiarazione dei dati Isa, o le discrepanze tra pagamenti elettronici ricevuti e corrispettivi dichiarati dai titolari di partita IVA.

Inoltre, nel 2025 sarà introdotto un nuovo sistema di alert “in anticipo”. Le persone fisiche, che percepiscono redditi da lavoro dipendente o da locazioni e che non hanno presentato la dichiarazione nei termini previsti, riceveranno un avviso che li inviterà a regolarizzare la loro situazione nei 90 giorni successivi alla scadenza ordinaria della dichiarazione.

Queste misure sono parte di un approccio che mira a ridurre i conflitti tra il Fisco e i contribuenti, offrendo a questi ultimi la possibilità di correggere eventuali errori beneficiando di sanzioni ridotte attraverso il ravvedimento operoso. Questo consente all’amministrazione di focalizzare le proprie risorse su casi di maggior rischio fiscale.

 

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