mercoledì 7 Gennaio 2026

“Allineare a 67,29 centesimi al litro l’accisa sia per il diesel che per la benzina significa una stangata per gli automobilisti pari a 694,4 milioni nel 2026 e a quasi 3 miliardi (2962,4 milioni), dal 2026 al 2030” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Gasolio, Unc: “Su riordino accise stangata da 694,4 milioni nel 2026”

“E’ quello che risulta dalle tabelle della legge di Bilancio. Se, infatti, il gettito effettivo dello Stato sarà minore, 552,4 milioni nel 2026 e 1818,9 dal 2026 al 2030, quasi 2,6 mld (2571,6 mln) fino al 2033, è solo perché parte dei soldi pagati dagli automobilisti sono di spettanza delle regioni a statuto speciale e delle province autonome e perché vanno poi detratti i rimborsi per il gasolio commerciale e per i taxi, sotto forma di crediti d’imposta, ma questo nulla toglie al fatto che quei soldi sottratti all’erario verranno comunque pagati, anticipati, da chi ha una vettura a gasolio” prosegue Dona.

“Considerando il numero di autovetture a gasolio circolanti significa una tassa da oltre 42 euro per il solo 2026, oltre 180 euro dal 2026 al 2030. Per questo se il Governo non vuole, nella peggiore tradizione italica, considerare gli automobilisti dei polli da spennare, deve riallineare le accise ad un livello inferiore rispetto al valore intermedio attuale” conclude Dona.

 

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