giovedì 8 Gennaio 2026

Il Sole 24 Ore stamani titola: “Il Codice accelera i cantieri: appalti integrati e senza asta”.  Consiglio dei ministri. La riforma è una milestone del Pnrr: entrerà in vigore il 1° aprile ma sarà efficace a partire dal 1° luglio, mentre dal 2024 partirà la digitalizzazione delle procedure con la Banca dati Anac.

Il Codice accelera i cantieri: appalti integrati e senza asta

Il  nuovo Codice degli appalti pubblici, ereditato dal governo Draghi, elaborato in tre mesi di lavoro matto e disperato dal Consiglio di Stato sotto la regia di Luigi Carbone, modificato dal Parlamento, è arrivato a compimento – si legge sul quotidiano -. Il Consiglio dei ministri lo ha approvato definitivamente ieri nel secondo e ultimo round dopo il semaforo verde del 16 dicembre, sostenuto dal titolare delle Infrastrutture che ieri ha battezzato il testo come Codice Salvini.

Molte le innovazioni, anche rispetto al primo provvedimento approvato in prima lettura da Palazzo Chigi. Tra i punti più delicati, che hanno scatenato diversi mal di pancia a imprese e giuristi, la questione dell’illecito professionale: la possibilità cioè di escludere le imprese dalle gare in base a elementi considerati gravi ma non passati in giudicato. Il testo approvato smussa gli angoli, inserisce la previsione di sentenze definitive o di primo grado, ma restano in piedi le misure cautelari e una certa dose di “autodeterminazione” delle stazioni appaltanti nel soppesare i profili delle imprese.

Il “cuore” del nuovo Codice parla la lingua degli affidamenti diretti e delle procedure negoziate, con le gare derubricate a un ruolo residuale (si veda articolo in basso). In questo contesto torna in pista in pompa magna l’appalto integrato che il Codice precedente aveva espressamente vietato e che però era rientrato dalla finestra con la legislazione di emergenza e soprattutto con la corsia preferenziale del Pnrr. In sostanza le stazioni appaltanti qualificate potranno sottoscrivere contratti a un unico operatore per la progettazione ed esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Oltre a questo è previsto il ricorso per la conclusione dei lavori al subappalto a cascata senza alcun limite. Tra le altre novità c’è poi, come ha anticipato ieri il Sole24Ore ieri, la riqualificazione delle stazioni appaltanti: con il nuovo testo limato dai tecnici le città metropolitane e i capoluoghi di provincia o di regione saranno inseriti di diritto negli elenchi speciali tenuti dall’Anac con riserva a un anno.

 

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