Il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta per Piazza Affari sul fronte delle nuove quotazioni. Come ogni inizio d’anno, torna l’interrogativo sul rilancio del mercato azionario italiano, ma questa volta qualche segnale lascia intravedere un possibile cambio di scenario dopo una lunga fase di stagnazione.
Il Sole 24 Ore – Piazza Affari da record, ma i delisting cancellano 81 miliardi in quattro anni
I dati degli ultimi anni, tuttavia, raccontano una realtà tutt’altro che brillante. Il superamento della soglia simbolica dei mille miliardi di euro di capitalizzazione complessiva, raggiunta nel 2025 per la prima volta nella storia di Borsa Italiana, non è sufficiente a mascherare le criticità strutturali del listino – riferisce stamani Il Sole 24 Ore -. Il bilancio tra società entrate e uscite resta infatti in rosso: lo scorso anno si sono registrate 21 nuove quotazioni a fronte di 29 delisting, con un saldo negativo di otto unità. Una dinamica che segue quella già osservata nel 2024, quando il mercato aveva chiuso con un bilancio ancora più pesante, pari a -11.
Ancora più indicativi sono i flussi di capitalizzazione. Nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025, le società che hanno abbandonato Piazza Affari hanno sottratto valore per circa 81 miliardi di euro, mentre le nuove ammissioni hanno contribuito per appena 14 miliardi. Il risultato è un saldo netto negativo superiore ai 67 miliardi di euro, che evidenzia la difficoltà del mercato italiano nel trattenere e attrarre grandi realtà quotate.
Alla luce di questi numeri, il 2026 si apre dunque come un anno cruciale: per invertire la rotta servirà un deciso cambio di passo, capace di rendere il mercato più attrattivo per le imprese e più competitivo nel panorama finanziario europeo.