venerdì 9 Gennaio 2026

“Intelligenza artificiale, ecco le regole Ue”,così apre stamattina Il Sole 24 Ore. Come riporta il quotidiano economico, dopo tre giorni di negoziati, il Parlamento e il Consiglio europei hanno concordato su un testo legislativo volto a regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale.

Intelligenza artificiale, l’Ue fissa le regole

Questo compromesso, che riguarda un settore con profonde implicazioni filosofiche per il futuro dell’umanità, ha generato una serie di reazioni negative. In particolare, sono state ampliate le restrizioni e sono state introdotte misure di salvaguardia per quanto riguarda l’uso del riconoscimento facciale da parte delle autorità di polizia. Sono state anche rafforzate le protezioni per i dati e per gli strumenti generativi.

L’accordo stabilisce inoltre degli obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, mentre sono stati vietati i sistemi di intelligenza artificiale considerati a “rischio inaccettabile”, in quanto rappresentano una chiara minaccia per i diritti umani.

A pagina 2 altro titolo: “Intelligenza artificiale, Ue prima a fissare le regole”.  L’intesa prevede anche la possibilità di utilizzare l’identificazione biometrica a distanza purché con salvaguardie e sanzioni contro le imprese che violano le norme. Critiche da più parti.

Rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, l’accordo prevede l’assegnazione di poteri di attuazione a livello europeo. Inoltre, si è ampliato l’elenco delle restrizioni, anche se viene concesso l’utilizzo dell’identificazione biometrica a distanza da parte delle autorità di polizia nei luoghi pubblici, a condizione che siano implementate adeguate salvaguardie. Si pone un maggiore accento sulla protezione dei diritti attraverso l’obbligo per coloro che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio di condurre una valutazione d’impatto (come riportato anche su Il Sole 24 Ore del 22 aprile 2021).

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale generativa, il compromesso stabilisce un approccio a due livelli. Sono previste regole per tutti al fine di garantire la qualità dei dati utilizzati nello sviluppo degli algoritmi e per verificare che non violino le leggi sul diritto d’autore. Inoltre, gli sviluppatori dovranno assicurare che i suoni, le immagini e i testi prodotti siano chiaramente identificati come generati artificialmente. Restrizioni più rigorose si applicheranno solo ai sistemi più potenti.

A questo punto, il testo legislativo, che prevede anche sanzioni finanziarie significative per le imprese che ne violano i principi, dovrà essere attentamente elaborato nei dettagli prima di essere sottoposto al voto definitivo del Parlamento e del Consiglio. Il regolamento verrà pienamente attuato due anni dopo la sua entrata in vigore.

 

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