mercoledì 4 Febbraio 2026

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2025 .

Intesa Sanpaolo, utili a 9,3 miliardi di euro. L’obiettivo è 10 miliardi per il 2026

I risultati del 2025 sono pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato e superiori agli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo è la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore.

Intesa Sanpaolo nel 2025 ha confermato la capacità di generare una solida redditività sostenibile, con un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro a fronte di oltre un miliardo allocato a valere sull’utile ante imposte dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo e costituito da:
–   circa 650 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti addizionali per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale
;
–   circa 285 milioni di accantonamenti, altre rettifiche di valore e altri oneri per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale;
–   circa 85 milioni di oneri di integrazione per anticipare uscite volontarie già concordate e circa 10 milioni di altri oneri di integrazione.

Il solido andamento economico e patrimoniale dell’anno si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, fondata anche sul forte impegno ESG del Gruppo. In particolare:
–   significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’Assemblea di dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026 (autorizzato dalla BCE);
–   4,9 miliardi di euro di imposte (°) generate, 5,5 miliardi considerando 0,6 miliardi di euro di contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” a carico del capitale;
–   espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà (abilitati 68,2 milioni di interventi tra il 2022 e il 2025);
–   rafforzamento delle iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale (26,7 miliardi di euro di social lending e urban regeneration tra il 2022 e il 2025);
–   un miliardo di euro già investito nel 2023-2025 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.

Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, tra cui:

▪   la redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore, evidenziata in particolare nello stress test EBA;

▪   la solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier1 ratio in crescita di circa 110 centesimi di punto nell’anno (°) al 13,9% ante impatto del buyback da avviare a luglio 2026, e lo status di banca a “zero NPL;
▪   l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all’accelerazione nella trasformazione tecnologica (64% degli applicativi già cloud-based);
▪   la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, con 883 miliardi di euro di raccolta diretta e risparmio amministrato della clientela per alimentare la crescita del risparmio gestito.

 

Le prospettive

Per il 2026 si prevede un utile netto a circa 10 miliardi di euro, derivante da:
–   crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all’hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi;
–   costi stabili;
–   significativa riduzione degli accantonamenti;
–   aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.

Si prevede una forte distribuzione di valore con un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.

 

IL COMUNICATO COMPLETO

 

 

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