venerdì 9 Gennaio 2026

Salari reali inferiori dell’8% sul 2021, e inflazione rialza la testa. Con dazi situazione rischia di peggiorare.

Istat, Assoutenti: su retribuzioni italiani pagano ancora il conto del caro-prezzi scoppiato tra 2022 e 2023

Gli italiani pagano ancora oggi il conto del caro-prezzi scoppiato in Italia tra il 2022 e il 2023, al punto che le retribuzioni reali risultano a marzo 2025 inferiori dell’8% rispetto ai dati di gennaio 2021. Lo afferma Assoutenti, commentando i numeri diffusi oggi dall’Istat.

“I servizi privati e la pubblica amministrazione sono quelli più colpiti dalla perdita di potere d’acquisto, e nonostante la crescita nominale dei salari registrata a marzo la situazione non appare rosea – spiega il presidente Gabriele Melluso – L’inflazione ha infatti rialzato la testa nell’ultimo mese, e tensioni si registrano sul fronte dei beni alimentari che registrano un aumento dei listini più sostenuto. I maggiori costi a carico delle famiglie per l’acquisto di beni primari rischiano di aggravare il gap con il passato, una situazione su cui incombe la spada di Damocle dei dazi. In caso di guerra commerciale tra Usa e Ue, infatti, i prezzi al dettaglio potrebbero subire un ulteriore scossone con ripercussioni dirette sulla capacità di spesa dei cittadini”, conclude Melluso.

 

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