giovedì 8 Gennaio 2026

Le Borse europee hanno registrato performance miste nell’ultima seduta della settimana, dopo che i dati sul PIL europeo hanno confermato le previsioni degli analisti e le notizie provenienti dal mercato del lavoro americano sembrano favorire una possibile riduzione dei tassi da parte della Fed entro il mese corrente. Grande attenzione è stata anche rivolta alla situazione politica in Francia, con gli esperti che ipotizzano una risoluzione rapida della crisi attraverso la formazione di un nuovo governo.

La Borsa di Milano chiude in rialzo (+0,36%). Europa contrastata

A Milano, l’indice Ftse Mib ha chiuso con un guadagno dello 0,36%, raggiungendo i 34.749 punti. Parigi ha brillato con un aumento dell’1,31%, mentre Francoforte ha visto una lieve crescita dello 0,13%. Al contrario, Londra ha registrato un calo dello 0,49%, seguita da Madrid, che ha ceduto lo 0,39%.

Lo spread tra Btp e Bund è rimasto stabile, con il differenziale che ha chiuso la giornata a 108 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano è rimasto invariato al 3,19%.

A Piazza Affari, il settore del lusso è stato tra i protagonisti, con Moncler in crescita del 4,96% e Cucinelli che ha guadagnato l’1,15%, supportato dalle aspettative di una ripresa del mercato cinese. Stellantis ha visto un incremento del 3,19%.

Campari ha registrato un progresso del 2,69%, mentre Fineco ha guadagnato il 2,25%, grazie ai dati positivi sulla raccolta, e Ferrari ha visto un aumento del 2,17%. Tra gli altri titoli in crescita, si sono distinti Tim (+1,18%), che ha seguito l’andamento positivo del settore delle telecomunicazioni in Europa, Erg (+1,20%) e Recordati (+1,07%). Anche Stm ha segnato un incremento dello 0,80%, supportato dalle aspettative di crescita nel settore dei semiconduttori, mentre Amplifon ha chiuso con un guadagno più modesto dello 0,41%.

Le banche hanno avuto andamenti diversi. Intesa ha guadagnato lo 0,60%, mentre Banco Bpm è aumentata dello 0,37%, nonostante la pressione derivante dall’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit, che ha visto una flessione dello 0,62%. In calo, invece, Bper (-2,84%), Unipol (-1,34%), Popolare Sondrio (-0,50%) e Mps (-0,19%).

Il settore energetico ha subito perdite, in linea con l’andamento del prezzo del petrolio: Tenaris ha ceduto il 2,96%, Saipem ha perso il 2,05% e Eni ha registrato una flessione dello 0,25%. Il comparto utility ha visto dei cali, con Hera in discesa dello 0,90%, A2A che ha perso lo 0,54% e Enel con un calo dello 0,37%.

Nel FTSE MidCap, i migliori titoli sono stati Digital Value (+7,03%), Ferragamo (+3,85%), Danieli (+3,04%) e OVS (+2,74%).

Le performance peggiori sono state quelle di D’Amico, che ha chiuso con una perdita del 2,64%, Ferretti che è scesa dell’1,93%, Mondadori con un calo dell’1,82%, e Banca Ifis, che ha visto una flessione dell’1,23%.

Infine, nel settore calcistico, la Juventus ha perso lo 0,52%, mentre la Lazio ha registrato un aumento dell’1,95%.

 

 

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