“Bitcoin & Co. le antimonete liberano solo i criminali”. Così stamattina La Repubblica, che propone un’inchiesta sull’universo delle criprovalute firmata da Tito Boeri e Roberto Perotti. Le cripto, nate come alternativa al sistema finanziario, non mostrano alcuna funzione sociale – si legge nei titoli interni -. E la loro segretezza piace solo all’economia nera. L’impatto ambientale delle valute virtuali è pesantissimo: per crearne una si consuma l’energia utilizzata in 13 anni da una famiglia media. I sostenitori del denaro digitale sono convinti che le autorità ci controllino grazie alle monete ufficiali Una straordinaria confusione concettuale.
“(…) E’ paradossale – si legge nel lungo approfondimento – che si sia parlato di manipolazione del valore dell’euro quando l’inflazione era all’1 per cento, mentre i bitcoin perdevano l’80 per cento del loro valore in un anno. La stragrande maggioranza dei sostenitori in buona fede dei bitcoin non è però così sofisticata: è convinta che governi e banche centrali ci “controllino” grazie all’uso esclusivo della moneta ufficiale. Ma ogni giorno avvengono miliardi di transazioni: governi e banche centrali sono interessate esclusivamente a quelle che potrebbero essere legate ad attività criminali. Ed è ancora paradossale che si parli di controllo da parte delle banche centrali, quando comprando criptovalute affidiamo agli intermediari, spesso senza alcuna regolamentazione né controllo, una miriade di dati personali che vengono utilizzati per fini commerciali. (….).
(…) Il mondo si è disfatto del gold standard, in cui l’offerta di moneta era legata, anche se non in modo meccanico, alla quantità di oro esistente nel mondo, proprio per liberare uno strumento fondamentale: la politica monetaria. Con i bitcoin sarebbe peggio di un ritorno al passato: sarebbe un mondo in cui la quantità di moneta è letteralmente fissa mentre produzione e scambi di beni e servizi aumentano. Questo significa depressione dell’economia e deflazione, cioè prezzi costantemente in diminuzione, un disastro ben peggiore dell’inflazione. Naturalmente niente impedisce di aggiungere altre criptovalute, e lo si sta già facendo (attualmente si stima che ce ne siano circa 20.000). Ma questo porterebbe ad avere tante monete contemporaneamente, con un tasso di cambio tra ogni paio di criptovalute all’interno dello stesso paese che cambia letteralmente ogni minuto: un incubo senza fine. Immaginate un negozio che deve esporre e continuamente aggiornare ogni prezzo in Bitcoin, Ethereum, etc. Su una scala molto inferiore, negli Stati Uniti nell’ottocento una miriade di banche private emetteva dollari. Il dollaro emesso dalla banca X non valeva quanto un dollaro emesso dalla banca Y. E naturalmente i fallimenti delle banche che avevano emesso più dollari di quanti potessero “ripagare” erano all’ordine del giorno, con i clienti che si facevano prendere dal panico e ritiravano i depositi. Chi arrivava dopo gli altri perdeva tutti i risparmi. Ogni somiglianza con la vicenda Ftx non è da ritenersi del tutto casuale. (…)
(…) Che conclusioni trarre? Due cose. Se avete comprato bitcoin all’inizio, avete ancora fatto un sacco di soldi. Ma non perché le criptovalute abbiano svolto una funzione sociale: semplicemente perchè, per intuito o per fortuna, avete anticipato la bolla. Secondo: come ha scritto l’economista di Harvard Ken Rogoff, investire in criptovalute significa essenzialmente scommettere sull’economia sommersa, quando va bene, o sulla criminalità organizzata. Come abbiamo visto, la vera funzione della tecnologia blockchain finora è nella sua segretezza e anonimato. Non ci vuole molto a capire chi se ne avvantaggia”.
UNISCITI ALLA COMMUNITY DI SOLDI365.COM:
FACEBOOK – TWITTER – INSTAGRAM – YOUTUBE – TELEGRAM – LINKEDIN
VISITA LE ALTRE SEZIONI DI SOLDI 365.COM:
HOME PAGE – ECONOMIA – FINANZA – INVESTIMENTI – TRADING ONLINE – CRIPTOVALUTE – RISPARMIO – BUSINESS – GIOCHI – SCOMMESSE – LUSSO – GUADAGNARE – BONUS E PROMOZIONI – FORMAZIONE – TRASFERIRSI ALL’ESTERO – GUIDE E TUTORIAL – EVENTI – VIDEO – CHAT – FORUM.